27 gennaio 2015 il Giorno della Memoria

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Il 27 gennaio - in ricordo di quel 27 gennaio 1945, in cui le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento di Auschwitz - si celebra il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah.

La ricorrenza è stata istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del popolo ebraico e di tutte le minoranze su cui si abbatté la barbarie del nazismo e del fascismo e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati dalla ferocia degli aguzzini.

«Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti»

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Art. 1.

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

 

Quest'anno intendiamo contribuire alla sensibilizzazione per il Giorno della Memoria pubblicando un brano tratto dall'autobiografia di uno dei più grandi matematici del recente passato Benoît B. Mandelbrot (1924-2010) che durante le persecuzioni razziali dovette fuggire dalla Polonia e rifugiarsi nella Parigi della Repubblica di Vichy dove non ebbe vita facile.
Il volume da cui è stato tratto il testo* che vi proponiamo è La formula della bellezza (Rizzoli, Milano, 2014) dello stesso Benoît Mandelbrot.

Benoît B. Mandelbrot. Nato a Varsavia il 20 novembre 1924 in una famiglia ebrea, nel 1936 fu costretto a fuggire a Parigi a causa delle persecuzioni razziali. Nel '39, in seguito allo scoppio della guerra, si trasferì a Tulle nella Francia centrale e qui si diplomò nel 1942. Dopo la guerra venne ammesso all'Ecole Polytechnique, dove sviluppò la Matematica di Gaston Julia e approfondì la rappresentazione grafica delle equazioni su computer. Dopo un master a Caltech in California, fece ritorno a Parigi dove conseguì il dottorato. In seguito si trasferì a Princeton dove lavorò con John Von Neumann.

Mandelbrot lavorò all'IBM presso il centro di ricerca di Yorktown Heights. Qui nel '79 scoprì il "suo" frattale e dimostrò che lo studio del francese Gaston Julia del 1918 era anch'esso riconducibile alla teoria frattale. A partire dalla seconda metà degli anni ottanta tornò a insegnare a Yale. Mandelbrot dimostrò inoltre che i frattali possono essere la chiave di lettura di molti fenomeni naturali, sviluppando la Teoria del caos.

Mandelbrot è morto a Cambridge nel Massachusetts il 14 ottobre 2010.


Lione: occupazione e scoperta di sé, 1943-1944

* Ringraziamo la casa editrice Rizzoli per la gentile concessione.