8 marzo 2010: Una lettera di Lise Meitner

Lise Meitner (Vienna 1878 – Cambridge 1968) è la fisica austriaca che ha scoperto la fissione nucleare.

Era nata da una famiglia ebrea ma, come si usava negli ambienti dell’alta borghesia, venne educata secondo i dettami della religione protestante. La sua educazione scolastica si concluse presto, alla scuola media, dato che allora le ragazze non erano ammesse a frequentare il Liceo. Si iscrisse comunque all’Università di Vienna e nel 1906, fu la seconda donna ad ottenere il dottorato in Fisica.

Lise Meitner e Otto Hahn

L’anno successivo Lise Meitner si trasferì a Berlino, per seguire le lezioni di Max Planck. È a Berlino che conosce il giovane chimico Otto Hahn con il quale comincia una collaborazione scientifica trentennale. Le sue condizioni di lavoro sono comunque estremamente problematiche dato che, fino al 1909, le donne non erano ammesse all’università. Lise doveva quindi recarsi al lavoro entrando dalla porta di servizio, per poter accedere alle aule e ai laboratori per gli studenti.

Nel 1926, diventa professoressa (fuori organico) di Fisica nucleare a Berlino ma, nel 1933, le viene ritirato il permesso di insegnamento per le sue origini ebraiche. La situazione peggiora cinque anni dopo: come ebrea, anche se convertita al protestantesimo, Lise Meitner non è più tollerata. La sua vita è in pericolo. Deve scappare, in Olanda prima, e poi in Svezia.

 Lise Meitner e Otto Hahn  

Con Otto Hahn, continuerà ancora a scrivere. La loro corrispondenza è estremamente importante dal punto di vista scientifico perché sono proprio i mesi e gli anni – dopo la fuga di Lise dalla Germania – della scoperta della fissione nucleare. È anche rilevante dal punto di vista umano e politico come testimonia la lettera che qui pubblichiamo – dell’estate 1945 – che Lise scrive al suo ex-compagno di studi sul tragico trattamento ricevuto dagli ebrei ad opera dei nazisti.

Per tre anni, Lise Meitner riceverà la nomination per il Nobel ma il premio non le verrà mai conferito. Lo riceverà invece Otto Hahn nel 1944. Lo stesso Hahn tenterà sempre di minimizzare i meriti di Lise: “era solo la mia assistente” dirà.

Stoccolma, estate 1945

Caro Otto,

questa lettera la darò a un americano, arriverà tra poco e quindi ti scrivo molto in fretta, anche se avrei cosí tante cose nel cuore da dirti. Ti prego di leggerla, per favore, con la certezza della mia amicizia più profonda.
In questi mesi ho immaginato di scriverti molte lettere, perché mi era chiaro che anche le persone come te e Laue non abbiano veramente compreso la situazione... E questa è proprio la disgrazia della Germania, che tutti voi abbiate perso il senso della giustizia e della moralità. Tu stesso mi hai raccontato nel marzo 1938 che Hörlein ti aveva informato delle cose terribili che venivano commesse contro gli Ebrei. Sapeva quindi di tutte le azioni criminali programmate e poi messe in atto ed era, malgrado ciò, membro del partito, e tu lo consideravi — malgrado ciò — una persona perbene e ti sei fatto influenzare da lui nel tuo comportamento verso il tuo migliore amico.
Avete tutti lavorato per la Germania nazista e non avete provato a fare nemmeno resistenza passiva. Certo, per tranquillizzare la coscienza, quando capitava, avete aiutato una persona in pericolo, ma avete lasciato assassinare milioni di innocenti, e nessuna voce di protesta si è levata contro.
Ti devo scrivere tutto questo, in quanto da questo dipende molto per voi e per la Germania, che vi rendiate conto che cosa avete permesso che accadesse. Qui nella Svezia neutrale si discute da molto prima della fine della guerra, che
cosa si debba fare con gli intellettuali tedeschi dopo la fine della guerra. Che cosa penseranno gli americani e gli inglesi? Io e altri siamo dell'idea che ci sarebbe una strada per voi: ammettere apertamente che siete consapevoli che
con la vostra passività vi siete assunti una co-responsabilità per ciò che è capitato in Germania, e che sentite il bisogno di contribuire a rimediare, per quanto possibile, a ciò che è stato fatto. Tuttavia molti pensano che sia troppo tardi. Dicono che abbiate tradito innanzitutto i vostri amici, poi i vostri uomini e i vostri figli, in quanto li avete trascinati in una guerra criminale, e infine abbiate tradito la Germania stessa, in quanto voi, quando la guerra era già senza speranza, non vi siete ribellati nemmeno una volta contro l'inutile distruzione della Germania. Sembra spietato ma, credimi, è con
un sentimento di amicizia sincera che ti scrivo tutto ciò. Che il resto del mondo compatisca la Germania, non potete proprio aspettarvelo. Quello che in questi giorni si apprende delle unaudite atrocità commesse nei campi di concentramento supera le più orribili aspettative. Quando ho sentito alla radio inglese un rapporto molto dettagliato degli inglesi e degli americani su Belsen e Buchenwald ho pianto disperatamente e non sono riuscita a dormire tutta la
notte. E se avessi visto quegli uomini, sopravvissuti dai lager che sono arrivati qui... Forse ti ricorderai che io, quando ero ancora in Germania, ... ti dicevo spesso: finché saremo solo noi a passare le notti insonni e voi continuerete a dormire tranquilli, fino a che succede questo le cose non potranno migliorare in Germania. Ma voi non avete avuto notti insonni, non avete voluto vedere, era troppo scomodo. Potrei portarti molti esempi, grandi e piccoli. Ti prego di credere che tutto ciò che ti scrivo in questa lettera ha il solo scopo di aiutarvi.

I miei saluti più affettuosi a tutti
Tua Lise

Lise Meitner e Otto Hahn