In "Bocconi", il 20-21 novembre "Science for Peace"

Science for Peace

Quanto costa un jet da guerra? Intorno a 100 milioni di dollari. Cosa possiamo farci con tutti quei soldi? Acquistare 10 milioni di trattamenti anti- tubercolosi. Sono questi i numeri, semplici e crudi. E' questa la strada : diminuire le spese militari per ottenere le risorse necessarie ad affrontare i problemi sociali.
Da queste facili riflessioni nasce la campagna di un movimento appena nato e che avrà il suo battesimo il 20-21 novembre all'Università "Bocconi" di Milano. Il movimento si chiama "Science for Peace" ed è stato fondato dall'oncologo Umberto Veronesi.
L'iniziativa, lanciata circa un mese fa chiedendo l'adesione di tutti sul sito fondazioneveronesi.it, ha riscosso molto successo.  Per ora, 20 premi Nobel (tra cui Rita Levi Montalcini) e associazioni come Emergency e Amnesty International hanno risposto all'appello. Secondo Veronesi bisogna portare "la concretezza della scienza in battaglie ambiziose." Gli obiettivi sono semplice e ve li riportiamo dal sito di "Science for Peace".

1) DIFFUSIONE DELLA CULTURA DI PACE

  • Richiesta di inserimento di programmi di educazione alla Pace e di corsi di insegnamento nelle scuole a tutti i livelli.
  • Sostegno ai movimenti ecumenici interreligiosi per un comune programma di Pace.
  • Appello alle Banche Centrali, affinché verifichino l’applicazione di un codice etico nel mondo bancario, che impegni moralmente le banche a rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi e a ridurli progressivamente. Ad esempio, esiste il riferimento internazionale della Convezione di Ottawa per la messa al bando delle mine anti-uomo sottoscritta nel 2004 da 152 Nazioni.
  • Istituzione di un’Associazione Permanente di Paesi per la Pace con una voce di spesa per gli armamenti inferiore all’1% del proprio PIL (per esempio, il Costa Rica). L’Associazione dovrà essere riconosciuta a livello internazionale.

2) RIDUZIONE DELLE SPESE MILITARI

  • Richiesta ai governi europei di una progressiva riduzione delle spese militari.
  • Destinare le risorse recuperate dalla riduzione delle spese militari a urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo. Tali risorse confluiranno in un fondo comune che, sotto il controllo dell’ONU, devolverà sostegni finanziari solo a quelle Nazioni che perseguano una politica di disarmo o di progressiva smilitarizzazione.
  • Inserire il disarmo nucleare tra le massime priorità della politica internazionale attraverso attività di lobbying e il sostegno alle organizzazioni e ai movimenti già impegnati a raggiungere tale obiettivo.
  • Creazione di un gruppo di studio europeo formato da uomini politici, di cultura, capi di stato maggiore che saranno invitati a studiare un piano progressivo di riduzione delle spese militari dei singoli Paesi a favore di un Unico Esercito Europeo di Pace e della costituzione di un Corpo Civile di Pace Europeo.

La cultura della pace ha bisogno di migliori condizioni di vita. Ed ecco, fra le altre, la richiesta ai governi europei di diminuire del 7% in 20 anni le spese militari. Le risorse confluirebbero in un fondo Onu a sostegno di Paesi che perseguano una politica di pace. Spiega Veronesi: «Chiediamo di investire sui bisogni più urgenti: ospedali, asili, scuole, ricerca. Nel 2007 l' Italia ha speso 33 miliardi di dollari per l' esercito: per battere il cancro, che causa 150 mila morti l' anno, l' investimento è solo di 225 milioni di dollari l' anno. Abbiamo più a cuore le armi o i malati?»