I miei Giochi matematici

Pubblichiamo un breve articolo in cui Matteo Silmbani, medaglia d'oro nella categoria GP alla finale di Parigi dei Campionati Internazionali di giochi Matematici 2014, racconta la sua esperienza con i giochi matematici.

 

Sono venuto a conoscenza dei Campionati Internazionali di Giochi Matematici in modo assolutamente casuale. Era il 1998 e frequentavo il primo anno del corso di laurea in Matematica. Mentre leggevo una rivista di musica mi sono imbattuto in un trafiletto che pubblicizzava i Campionati. Dal momento che alle superiori non avevo mai avuto modo di partecipare a una competizione di questo tipo, ho deciso di recuperare il tempo perduto iscrivendomi alla gara. La sede della mia semifinale era Castel Bolognese in provincia di Ravenna, a circa 25 km dalla mia Forlì. Mi sono innamorato subito dei giochi: a risposta aperta, formulati in modo accattivante, molto interessanti, capaci di stuzzicare la curiosità. Sono inoltre rimasto colpito dalla passione con cui la professoressa Claudia Ciani aveva organizzato la fase locale della competizione. Alla prima partecipazione ho vinto la semifinale. Che emozione! Da allora ho sempre cercato di partecipare e ho dato il massimo sia per qualificarmi alla finale di Milano che per aggiudicarmi le deliziose ceramiche di Faenza messe in palio a Castel Bolognese. Nel corso degli anni ho contagiato con il mio entusiasmo alcuni amici e colleghi e mi sono misurato con matematici, ingegneri e anche con qualche mio ex studente. La mia passione per il gioco è cresciuta nel tempo e mi ha spinto a organizzare corsi di allenamento ai giochi matematici rivolti agli studenti della scuola secondaria. Credo che sia anche merito dei giochi se ho scelto di dedicare il mio dottorato di ricerca alla combinatoria.

Sono riuscito a qualificarmi per la finale italiana una dozzina di volte. Ogni volta rimanevo stupito dal numero sempre crescente di partecipanti, che ora si quantificano in migliaia. Ho trovato davvero inappuntabile l'organizzazione dell'evento da parte dell'Università Bocconi, disposta a farsi carico delle spese di viaggio e di soggiorno dei finalisti internazionali e a incoraggiare i migliori tra gli esclusi con l'ormai "leggendaria" valigia.

Sottolineo che per me l'esperienza di partecipare alla finale di Milano ha sempre avuto una connotazione ludica: infatti, per recarci a sostenere la prova, la professoressa Ciani è solita prenotare un pullman per permetterci di viaggiare tutti insieme. Durante questi viaggi, tra una soluzione di un gioco e l'altra, ho avuto modo di conoscere un folto gruppo di matematici e accompagnatori, che ora frequento con vero piacere anche al di fuori dei giochi.

La squadra italiana alla finale di Parigi 2014


Qualificarsi per la finale parigina è stato arduo ed entusiasmante, come lo è raggiungere un sogno cullato per sedici anni. Sono partito per Parigi con l'idea di godermi il premio per il mio secondo posto ai Campionati Italiani e di conoscere persone interessanti che condividono con me l'amore per la logica e per la Matematica. Ero così convinto di non poter aspirare alla vittoria alla mia prima partecipazione che ho prenotato un volo di ritorno contemporaneo alla cerimonia di premiazione. Ho affrontato seriamente la competizione e sono soddisfatto anche di essere riuscito a mantenere la concentrazione pur sapendo di essere in testa dopo la prima batteria di giochi. Non avrei mai osato augurarmi un risultato di queste proporzioni.

Inoltre, come speravo, durante il soggiorno transalpino ho avuto modo di fare amicizia con un folto gruppo di ragazzi e ragazze di tutte le età; in breve tempo siamo divenuti una vera e propria squadra – pronta ad andare a caccia di medaglie e divertimento – amorevolmente seguita dallo staff bocconiano. A tutti coloro che hanno una visione stereotipata della figura del matematico consiglio vivamente di fare un salto a Parigi il prossimo agosto: troveranno ragazzi più o meno giovani che hanno voglia di divertirsi e stare insieme. E' proprio per respirare di nuovo questa atmosfera che spero di riuscire a qualificarmi di nuovo il prossimo anno.