Le spese militari

Una delle sessione più vive della conferenza è stata quella che ha visto come protagonisti Fabio Mini (generale dell'esercito italiano) e Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale italiana per l'Unesco. In questa sessione sono stati resi pubblici i veri dati riguardanti le spese militari e la gestione di un esercito, nonché le attività delle organizzazioni non governative nelle zone di guerra.

Mini, dissociandosi da molti suoi colleghi ritiene che le ONG svolgano un compito importante nelle zone di conflitto, sia di controllo sia di supporto alle forze armate. Svolgono dei compiti che un qualsiasi contingente non è in grado di fare e creano un rapporto con la popolazione molto diretto. Le critiche rivolte alle ONG da Mini riguardano invece la eccessiva frammentarietà delle organizzazioni umanitarie e il fatto di non essere coordinate. Altre critiche - più discutibili - riguardano l'ideologizzazione di alcune associazioni. Il generale, per quanto riguarda i dati, riporta il quadro di una situazione europea fuori dal comune: "l'Europa ha la bellezza di 1 milione 880 mila soldati alle armi, più della Russia e più degli Stati Uniti, abbiamo le forze navali complessive dei 27 paesi più numerosi della Russia e degli Stati Uniti, ogni giorno, in teoria 12000 carri armati, dovrebbero esser messi in moto per rimanere efficienti, fortunatamente non c'è la benzina e quindi vengono abbandonati." E' da queste considerazioni che Mini, prospetta l'idea di un unico esercito europeo. È questa la soluzione oppure è meglio pensare a una forza europea di interposizione non armata? Il dibattito è aperto.

Per quanto riguarda l'intervento di Puglisi, non spendiamo parole ma lasciamo spazio alla sua voce in modo da poter anche voi ascoltare i passaggi significativi del suo intervento.

Registrazione audio dell'intervento di Giovanni Puglisi.

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