Pazzi per la matematica: Giochi da record

Proponiamo un articolo di Annachiara Sacchi apparso sul "Corriere della sera" che parla della finale dei Campionati di Giochi Matematici, che si tiene oggi 15 maggio in Bocconi.

 

In 4 mila alla Bocconi, mai cosi tanti finalisti

 

MILANO - Per le formule vanno matti. Adorano risolvere problemi; quesiti di logica, rompicapo. Si appassionano alla geometria e ai logaritmi. Iniziano da bambini e vanno avanti per tutta la vita: dalla scuola media fino alla terza eta. Hanno il pallino dell'aritmetica, amano mettersi alla prova e giocare con i numeri. Sono in tutto quattromila. E oggi pomeriggio saranno a Milano, in Bocconi. Per partecipare alla finale nazionale dei Campionati di giochi matematici.

Un happening, piu che una competizione. Un'occasione per divertirsi in modo intelligente, tenere in allenamento il cervello e, contemporaneamente, fare nuovi incontri. Forse è questo il segreto dei Giochi matematici, partiti nei primi anni Novanta con quattrocento partecipanti, arrivati a questa edizione con 40 mila iscritti e i 4 mila finalisti di oggi, il 25 per cento in più rispetto al 2009. Chi li organizza è Angelo Guerraggio, docente di matematica in Bocconi. «I giochi - dice - sono una porta per appassionarsi in modo serio a questa disciplina>>.

I giocatori, divisi in cinque categorie, gareggeranno con diversi livelli di difficoltà: C1 (prima e seconda media), C2 (terza media e prima superiore L1 (seconda, terza e quarta superiore), L2 (maturandi e primo biennio universitario), GP (universitari dal terzo anno in poi e adulti). I primi tre classificati di ogni categoria saranno a fine agosto a Parigi: in palio, il podio della competizione internazionale.

L'identikit del finalista. No, inutile pensare al classico nerd con gli occhiali spessi e lo sguardo che si illumina solo davanti a un computer. «Chi partecipa ha in genere tra gli 11 e i 3o anni, per il 6o per cento è maschio - precisa Guerraggio - e, posso assicurarlo, assolutamente normale. Certo, si tratta di ragazzi mediamente intelligenti. Con un comune denominatore: amano ragionare, competere con gli altri e con se stessi».

Logica, intuizione e fantasia, ecco lo slogan della gara. «Ma non chiamateci piccoli geni» dicono i quattromila della Bocconi. «Arrivano da tutta Italia - continua Guerraggio - e notiamo che le scuole del Nord-Est ci mandano ragazzi veramente in gamba>>. Già, le scuole. Professori anonimi (ed eroici) che riescono a instillare nei loro studenti la passione per la matematica, che oggi pomeriggio saranno li a fare il tifo per i loro, che rinunciano a un sabato libero solo per seguirli. E i risultati si vedono «Solitamente - aggiunge Guerraggio - a Parigi ci difendiamo bene».

Milano capitale della matematica. «Anche le famiglie sono sempre più consapevoli dell'importanza di questa materia per il futuro dei figli», conclude il professore. Lo sa anche Tommaso Grossi, liceale di Livorno, aggi in gara: «La matematica è per me una componente essenziale e irrinunciabile dell'apprendimento di una persona: è il miglior modello di linguaggio razionale di cui l'uomo dispone».

Idee chiare e una grande passione per i giochi: «Adoro - dice Tommaso -le gare di questo tipo. La più grande soddisfazione per chi ama la matematica è vedere persone che, nonostante disprezzino questa materia tra i banchi di scuola, discutono animatamente sui quesiti una volta conclusa la gara>>. Filosofia dei numeri. Con precisazione: «Ci tengo a dire che per me la matematica rimane "grande giocattolo che non si rompe mai" e che ho altre due passioni: il pianoforte e il Downhill, gare di discesa in mountain bike"

 

Annachiara Sacchi