Rifondazione Matematica in Francia

 

una presentazione a cura di Giorgio Bolondi

I nostri cugini d'oltralpe avanzano qualche dubbio sulle tendenze attuali nell'insegnamento:
cosa significa che l'80% dei ragazzi deve arrivare alla maturità?
E ancora:
è alleggerendo i programmi di Matematica che si combattono i fallimenti scolastici e si risolve il problema delle macchine bruciate nelle periferie?

di Jean Pierre Demailly

L'autore è uno dei più brillanti matematici francesi della giovane generazione. Ricercatore molto apprezzato in Geometria algebrica e Analisi complessa, ha recentemente presentato un "Rapporto sull'insegnamento scientifico e sull'ambiente di lavoro degli insegnanti e degli insegnanti-ricercatori", che ha sollevato moltissime discussioni e polemiche.
Demailly non è un esperto di didattica ma un "matematico militante". Come tale, può apparire in certi passaggi un po' ingenuo ai "didattici professionisti".
Il suo articolo è stato tradotto - e viene qui presentato - da Giorgio Bolondi.

 


La scuola francese, a differenza di quella italiana, viene periodicamente rivoluzionata sia nella struttura che nei contenuti dell'insegnamento. Per restare alla Matematica, le nouvelles maths sono partite proprio dalla Francia e proprio dalla Francia si sono levate le voci che hanno denunciato i disastri che molti cambiamenti hanno provocato.
In particolare, alcuni anni fa in Francia è stata costituita una Commissione di riflessione a lungo termine sull'insegnamento della Matematica. L'obiettivo era proprio quello di riflettere in modo globale, e a lungo termine, sull'insieme dei programmi di Matematica, dalla scuola elementare all'Università, senza i vincoli e le restrizioni che si presentano sempre quando si lavora ad un progetto concreto di riforma. La Commissione è presieduta da Jean Pierre Kahane ed ha già prodotto alcuni documenti che, proprio per la loro "generalità", possono aiutare anche la nostra riflessione (soprattutto in vista del prossimo Convegno).
Nel frattempo, un nuovo progetto di riforma della scuola francese è stato presentato dal governo. È a questo proposito che pubblichiamo il testo dell'intervento che Jean Pierre Demailly, dell'Università di Grenoble, ha tenuto alla tavola rotonda su "Matematica e Insegnamento delle Scienze" all'ENS di Parigi il 12 gennaio scorso.
Alcune sue posizioni possono sembrare molto radicali ed in controtendenza rispetto alle opinioni oggi prevalenti (ad esempio, nell'insistenza sulla necessità di differenziare molto presto gli indirizzi scolastici). Ma va sicuramente apprezzato il coraggio con cui Demailly rivendica la priorità dell'importanza dei contenuti, delle capacità e delle competenze acquisite (rispetto ai problemi organizzativi, all'invadenza della burocrazia, alla didattica fine a se stessa, alla corsa ai pezzi di carta privi di valore reale). Demailly ha il merito di guardare in faccia, senza finzioni, la realtà e di partire dalla situazione specifica della Matematica. Sostiene che la disaffezione degli studenti per le Facoltà scientifiche dipende anche dall'abbassamento del livello di insegnamento nelle scuole medie e secondarie. Richiama con forza la scuola al dovere di proporre sfide (intellettuali) impegnative ai ragazzi, che hanno il diritto che a loro si chieda di più. Rivendica un ruolo reale per l'insegnamento delle Scienze e della Matematica in particolare.