Un'intervista a Ciro Ciliberto, nuovo presidente dell'UMI

L’elezione di Ciro Ciliberto, docente di Geometria presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, alla presidenza dell’U.M.I. è l’occasione per un primo scambio di opinioni con lui su alcuni dei più importanti temi che coinvolgono la comunità matematica italiana.

 

Anzitutto, complimenti e congratulazioni per la tua elezione a presidente dell'Unione Matematica Italiana. E' stata, direi, un'affermazione significativa. Te l'aspettavi? Avevi avuto qualche sentore nelle settimane e nei giorni precedenti la votazione?

Non mi aspettavo l'elezione. Penso di poter dire, senza rischiare smentite, che avevo contro il cosiddetto establishment che si era decisamente espresso contro la mia candidatura. In queste condizioni, pensare ad una vittoria non era certo facile. Non ho avuto segnali ma ugualmente avevo percepito che alcuni interventi in opposizione alla mia candidatura, sia per la forma che per la loro sostanza, non erano stati affatto apprezzati da vari soci (anche da quelli inizialmente non tra le file dei miei sostenitori).

 

Non facevi parte della uscente Commissione scientifica dell'UMI. E' possibile interpretare la tua elezione come un desiderio di cambiamento e di discontinuità rispetto alle precedenti gestioni? La richiesta di un nuovo ruolo svolto dall'UMI?

L'obiettivo della mia candidatura era principalmente quello di sollevare dei problemi e dare una scossa ad un ambiente un po' sopito. Non pochi la pensavano come me. Quindi certamente la mia elezione e' frutto di una volontà abbastanza diffusa, e ormai possiamo dire maggioritaria, di cambiamento. Molti soci non riconoscevano nell'UMI un loro rappresentante e non sono stati pochi quelli che negli anni passati se ne sono allontanati. Ora occorrerà rimboccarsi le maniche per ricostruire, o costruire ex novo, un rapporto con la base. Un filo diretto con i soci, per assicurare una maggiore presenza nella società. Sono ben consapevole della responsabilità che mi sono assunto nel dare voce alla volontà di cambiamento e sto già lavorando in questa direzione, ma ci vorranno appoggi e collaborazioni per fare cose nuove.

 

Ho sentito recentemente, dopo l'elezione, un tuo intervento ad un workshop organizzato da Roma 2 sui problemi della formazione degli insegnanti, di cui parliamo in altra parte di questa rivista. Mi ha colpito (positivamente) la rinuncia da parte tua ad un tono ovattato che vorrebbe sempre infondere tranquillità, ridimensionare la portata dei problemi,  dare la certezza che alla loro soluzione si sta già lavorando e quindi ... non bisogna disturbare il manovratore. Quasi che non occorrano appoggi e collaborazioni.

Quell'intervento  è stata la mia ''prima uscita pubblica'' da Presidente UMI e, come ho detto,  ne sono stato ben lieto perché in quel workshop si parlava del "Tirocinio Formativo Attivo", che è (e speriamo fortemente resti e anzi sia rafforzato dalla creazione delle relative lauree magistrali)  il nuovo canale per la formazione degli insegnanti di scuola secondaria. La scuola è un settore nevralgico della società e riguarda tutti indistintamente, nessuno se ne può ''chiamare fuori'' così come nessuno può ''metterci il cappello sopra'' dichiarando che quello è il suo esclusivo terreno di competenza. In questa ottica ogni suggerimento, intervento , appoggio è benvenuto. E' vero che per i prossimi tre anni mi troverò a fungere da ''manovratore'' ma di certo intendo rimuovere l'etichetta: ''non parlare al conducente''. Anzi, cercherò, per quanto posso, di stimolare le discussioni. Ciò detto, i soci possono anche avere la certezza che quanto a lavorare sui problemi, ci si lavora e quello che faremo cercheremo di renderlo sempre più chiaro e trasparente.

 

Ci puoi anticipare i "primi 100 giorni" ? Alcune delle iniziative che vorrai prendere nei prossimi mesi ?

Questa è una domanda molto impegnativa e rispondere nei dettagli riempirebbe varie pagine. La mia agenda è molto fitta e in sostanza contiene tutti i punti su cui l'UMI è (o dovrebbe essere) impegnato e su cui intendo intervenire valorizzando quel che si è fatto e si fa, provando a portare un po' di aria nuova dove necessario e aprendo nuovi fronti se ce ne fosse bisogno. Il primo punto è convincere i soci che intendo effettuare una gestione collegiale, in cui ci si rimbocca le maniche e si lavora assieme su problemi concreti e obiettivi comuni. Per essere concreti e citare alcuni dei settori di intervento, voglio menzionare i seguenti: rinnovo (anche dal punto di vista regolamentare) delle commissioni permanenti di cui la più importante è forse la CIIM (Commissione Italiana per l'Insegnamento della Matematica), inizio di un'approfondita discussione sulle iniziative editoriali dell'UMI che vanno valorizzate, creazione di gruppi di lavoro su temi importanti (pari opportunità, prospettive dei giovani,  rapporti con altre società matematiche nazionali e internazionali, problemi relativi alla valutazione, programmi internazionali, insegnamento della matematica in corsi di laurea diversi da quelli di indirizzo matematico), aumento delle attività di divulgazione, avvio di una campagna di incremento delle iscrizioni, specie tra i  giovani e i docenti scuola secondaria.

 

Per terminare, puoi anticiparci qualche idea-guida sui primi due punti che citavi : il rinnovo della CIIM e il rilancio delle iniziative editoriali dell'UMI ?

Sono due punti molto delicati su cui ho delle idee precise  ma su cui devo prima confrontarmi con la opportuna flessibilità con l'Ufficio di Presidenza e la Commissione Scientifica. Posso solo dirti quello che mi piacerebbe avvenisse. Per la CIIM mi piacerebbe intanto che il numero dei suoi componenti aumentasse. Quello attuale è secondo me insufficiente per affrontare le tante sfide che l'insegnamento della Matematica (dalla scuola elementare a quelle scuole secondarie) comportano. Le competenze sono aumentate ed è opportuno rappresentarne il più possibile. Occorre una maggiore presenza di giovani e di docenti di scuola secondaria.
Infine, come dicevo prima, sulla scuola è necessario che siano coinvolti tutti ed è quindi  bene che facciano parte della CIIM anche  matematici che non svolgono direttamente ricerca in didattica ma che abbiano voglia di occuparsi attivamente dei problemi dell'insegnamento. Per essere sinceri, mi piacerebbe farne parte e occuparmi in prima persona di questi problemi. Penso che l'impegno diretto del Presidente dell'UMI in questo ambito sarebbe molto faticoso, ma anche molto significativo.

Quanto alle riviste, conto in una revisione e in un rilancio di tutte le attività editoriali (alcune delle quali, come le ''Opere dei grandi matematici'', sono già di alto livello e ci vengono invidiate all'estero). In particolare spero che il Bollettino UMI possa arrivare a competere a livello internazionale e che ''La matematica nella società e nella cultura'', i cui contenuti in generale  apprezzo molto, possa divenire un punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale delle riviste di storia e divulgazione scientifica di alto profilo. Per tutto questo, ci vorranno delle scelte coraggiose che mi auguro Ufficio di Presidenza e Commissione Scientifica vorranno seguirmi nel fare.