Peano e Vailati di fronte alla filosofia

Copertina del libro - Matepristem

Cento anni fa moriva a Roma, all'età di appena 46 anni, Giovanni Vailati che rimane una delle figure più interessanti della cultura scientifica e filosofica italiana di inizio Novecento.

Vailati, nativo di Crema, si era laureato a Torino in Ingegneria nel 1884 e in Matematica nel 1888. E' poi assistente di Peano nel corso di Analisi infinitesimale. Soprattutto, collabora con Peano alla sua "Rivista di Matematica" con alcune Note e brevi recensioni. E' in questo periodo che i suoi interessi, inizialmente rivolti allo studio delle strutture algebriche, progressivamente si orientano verso i problemi fondazionali della Geometria.

A metà degli anni '90, a Torino arriva Volterra e così Vailati lascia Peano per passare con il nuovo professore ordinario di cui sarà assistente nel corso di Meccanica razionale. Vailati terrà per tre anni un corso libero di storia della Meccanica e le sue prolusioni a questi tre corsi risulteranno tra le pagine più impegnate della sua riflessione.

Con il cambio di secolo Vailati decide di abbandonare l'Università, anche per la difficoltà a trovare una sistemazione definitiva, e passa all'insegnamento secondario. Cambierà parecchie sedi, fermandosi anche in Sicilia e a Palermo lascerà tracce non trascurabili della sua presenza nei circoli intellettuali della città. Dal 1904 al 1907, collabora alla rivista "Leonardo" di Papini e Prezzolini.

Per ricordare la figura di Giovanni Vailati pubblichiamo l'articolo di Mario Quaranta, storico della filosofia e della cultura italiana, sul rapporto con Peano sui temi della Logica matematica e della Filosofia.