Buongiorno Prof. Budinich

Copertina del libro - Matepristem

Pietro Greco

Buongiorno Prof. Budinich

Bompiani Ed., Milano, 2007
pp. 243; Euro 8,50

 

Ha ragione Giovanni Boniolo, nella prefazione al libro a ricordare come Paolo Budinich non sia “un divulgatore di se stesso, (…). Budinich non è un uomo dalla battuta televisiva. Non è un personaggio “amabile” che si riesca a ingabbiare nel cliché italiano dell'intellettuale buono per tutte le stagioni”. Così, non molti lo conoscono. Lui che “non può che essere considerato tra gli italiani più importanti di questo dopoguerra”. D'altra parte, chi lo conosce prova a volte a considerarlo un “vecchietto sognante”.

Paolo Budinich ha compiuto recentemente 90 anni e Pietro Greco gli dedica questo libro che è la storia della sua vita, di tutte le iniziative (spesso realizzate!) e delle sue idee. Lo troviamo ragazzo a Trieste, laureato alla “Normale” di Pisa in Fisica sperimentale nel '39 e poi in guerra, in marina. Nel dopoguerra, è a Gottingen alla corte di Heisemberg (!) e successivamente “a Zurigo, in Svizzera, ospite di Wolfgang Pauli”.

Paolo Budinich ha compiuto recentemente 90 anni e Pietro Greco gli dedica questo libro che è la storia della sua vita, di tutte le iniziative (spesso realizzate!) e delle sue idee. Lo troviamo ragazzo a Trieste, laureato alla “Normale” di Pisa in Fisica sperimentale nel '39 e poi in guerra, in marina. Nel dopoguerra, è a Gottingen alla corte di Heisemberg (!) e successivamente “a Zurigo, in Svizzera, ospite di Wolfgang Pauli”.

Nel '53 è professore di Fisica teorica all'Università di Trieste.
Le sue idee saranno profondamente influenzate da un libro di Elie Cartan, “Leçons sur la théorie des spineurs” (1938). “Si tratta di una geometria essenziale. Elegante e profonda. Fondata su enti che Elie Cartan chiama spinori semplici e che nel 1954 un altro matematico francese, Claude Chevalley,  ribattezzerà col nome di spinori puri in un testo molto noto agli esperti, “The Algebraic Theory of Spinors”. (…) Cartan sostiene che quella spinoriale è una geometria davvero fondamentale, perché da essa si può ricavare la stessa geometria euclidea. (…) Paul Dirac ha utilizzato la matematica spinoriale per elaborare la sua famosa equazione e scoprire l'esistenza dell'antimateria. Ed Ettore Majorana ha dimostrato, negli anni  Trenta, che con la matematica degli spinori era possibile rappresentare gli oggetti più elementari allora conosciuti, i neutrini privi di massa e con carica elettrica nulla”.

Con Budinich nasce quello che oggi, nel mondo scientifico, è noto come “sistema Trieste”.
L'incontro con il futuro premio Nobel, Abdus Salam, è del 1960. Nasce l'idea di un centro internazionale di Fisica, sotto la bandiera dell'ONU. Dopo lunghe trattative, a livello diplomatico internazionale, il 14 giugno 1936 viene approvata l'istituzione dell'International Centre for Theoretical Physics; Abdus Salam ne è il direttore, Paolo Budinich il vice-direttore. Poi tocca alla SISSA, destinata a diventare una scuola d'eccellenza nel campo della Fisica, della Matematica, della Biofisica,  della Neurobiologia e delle Neuroscienze: la “Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati” nasce nel marzo '78 per decreto del presidente della Repubblica con direttore il nostro Budinich.
L'elenco (impressionante) di realizzazioni non si ferma qui: il “Laboratorio interdisciplinare per le Scienze naturali e umanistiche” viene alla luce nell'86. “È in questo ambiente stimolante” che si forma il Master in “Comunicazione della scienza” che si afferma come la prima scuola di questo tipo in Italia e una delle prime in Europa.
La storia continua con l'”AREA Science Park”, il “Centro Internazione di Ingegneria Genetica e Biotecnologia”,  l'Accademia delle Scienze del Terzo Mondo ecc. ecc.

Grazie a Paolo Budinich, Trieste è cambiata. E' cambiata anche l'Italia della ricerca. Lui che cederebbe l'anima a Mefistofele pur di ringiovanire trent'anni, perché "mi piace fare la ricerca, lavorare intorno a certi rapporti profondi tra geometria e fisica”.

A Pietro Greco, che lo ha accompagnato in questa “cavalcata” – nel libro – con affetto ma anche con la precisione dello storico nel riportare date e avvenimenti, rimane alla fine solo un interrogativo: “la sua fanciullesca curiosità non è esaurita. La sua determinazione è più indomita che mai. Proprio come Claudio Magris, sono davvero curioso di sapere cosa farà Paolo Budinich da grande”.