C'è spazio per tutti

Copertina del libro - Matepristem

Piergiorgio Odifreddi

C’è spazio per tutti

Mondadori, Milano, 2010

Pag. 255; Euro 22.00 

 

Il libro presenta la storia della Geometria, cioè lo sviluppo del concetto di spazio nei vari secoli (o meglio millenni). Il racconto inizia tra gli antichi Egizi per arrivare – solo 2000 anni fa – in Grecia e termina con gli Arabi (che però non vengono presi in considerazione in questo lavoro). Si parla della misura delle piramidi, della duplicazione del cubo, dei poliedri regolari, continuando con i numeri irrazionali e quindi la “divina proporzione”. Tra gli altri argomenti, collegati, l’ultima fatica di Piergiorgio Odifreddi  prende in esame anche la costruzione del pentagono e del decagono con tutto l’esoterismo e il misticismo che nasconde il numero cinque (non a caso la stella pentagonale costituiva il "logo" dei Pitagorici).

Accanto a questa sintetica descrizione dei principali concetti matematici che si incontrano nel libro è importante sottolineare che  questi sono presentati con continui riferimenti alla Letteratura, all’Arte e all’Architettura, dove si ritrovano le stesse forme geometriche e le stesse regole matematiche volti al raggiungimento di canoni estetici. E’ quanto avviene, ad esempio, nel confronto tra la struttura degli Elementi di Euclide e il libro Punto, linea, superficie di Vasilij Kandinskij del 1926, che basa su questi tre elementi – che definisce invisibili – la nuova arte astratta.

Da rilevare ancora che nel volume di Odifreddi le rappresentazioni geometriche sono molto colorate, in particolare quelle relative al teorema di Pitagora. Quest’ultimo rammenta le variazioni cromatiche di Mondrian e forse si ispira alla riedizione del testo di Euclide realizzata nel 1847 da Oliver Byrne (testo recentemente edito in ristampa anastatica e presentato in questo sito tra i “libri sotto l’albero”.

Di sicuro “C’è spazio per tutti” costituisce un modo brillante e meno austero per avvicinare alla Geometria (disciplina che negli ultimi tempi è stata sempre più dimenticata) e alle letture che – attraverso i suoi contenuti – è possibile fare della realtà, ovviamente senza dimenticare di recuperare a posteriori l’acquisizione della correttezza e la bellezza dei ragionamenti che la Geometria induce a seguire.