Cate, io

Copertina del libro - Matepristem

M. Cellini

Cate, io

Fazi editore, Roma, 2013

pp. 218; euro 16,00

 

Il libro “Cate, io” di Matteo Cellini, proclamato lo scorso 31 maggio vincitore del “Premio Campiello Opera Prima”, è una lettura interessante per diversi motivi: innanzi tutto perché l’autore è un giovane insegnante e la protagonista Caterina, che frequenta la quinta classe del Liceo Scientifico Laurana di Urbino, racconta in prima persona le interessanti e complesse relazioni che intreccia coi compagni di classe e gli insegnanti.

Caterina, studentessa brillante, intelligente e sensibile, ha il problema di una forte obesità, problema condiviso da tutta la famiglia, genitori e due fratelli. La vicenda, narrata con il fresco e a tratti ironico linguaggio degli adolescenti, ricco di stupende e originali metafore, svela tutta la drammaticità che una forma di diversità, legata in questo caso dalla pesantezza e l’ingombro del fisico, comporta nel rapporto con gli altri e con se stessi. Ma proprio i rapporti intessuti all’interno della famiglia e della scuola diventano fondamentali per affrontare queste difficoltà. Nonostante la complessità del tema e la profondità con cui è affrontato, la lettura è piacevole, tanto che la motivazione con cui la giuria ha assegnato il premio parla di “opera di forte maturità e di elegante felicità stilistica che racconta con leggerezza la condizione sofferente propria di chi, diciottenne e smisuratamente obesa, si trova a fare i conti non solo con se stessa e il proprio fisico…”. Insomma, Matteo è riuscito nell’impresa il raccontare con leggerezza i problemi della pesantezza. Quasi un ossimoro.

Molto interessanti i continui accenni alle letture di Caterina guidate dall’insegnante di lettere e condivise dalla nonna (un esempio molto bello di sintonia tra scuola e famiglia). Ma non mancano i richiami a concetti di Matematica, disseminati in tutto il libro sotto forma di lezioni da studiare, esercizi da svolgere e interrogazioni, ma soprattutto originali utilizzi di concetti matematici come metafore. Ma questo non ci stupisce troppo, essendo Matteo Cellini fratello di Alessandra, insegnante di Matematica a Urbino e usuale collaboratrice del PRISTEM per le lezioni di “Orientamatica” che ogni anno si svolgono in quella città.