Considerazioni del Signor Zeta

Copertina del libro - Matepristem

E. H. M. Enzensberger

Considerazioni del Signor Zeta. Ovvero briciole da lui lasciate cadere, e raccolte da chi lo stava ad ascoltare

Einaudi, Torino, 2015

pp. 140; euro 15,00

 

Il signor Zeta trascorre le sue giornate in un parco cittadino e parla un po' di tutto con le persone che, occasionalmente ma anche con una certa assiduità, si fermano ad ascoltarlo. Nella piacevole atmosfera autunnale offerta da uno spicchio di natura, i passanti indugiano ad ascoltare riflessioni, meditazioni, considerazioni, provocazioni, aneddoti e brevi narrazioni sui temi più disparati: dalla politica alla scienza, dalla filosofia alle nuove tecnologie, dalla storia alla poesia. Discorsi che, senza fretta, si susseguono talvolta senza un apparente filo logico. Ma mai banali. Non mancano considerazioni sulla Matematica, cosa che non ci stupisce dallo stesso autore de "Il mago dei numeri".

Zeta è un personaggio curioso, così come risultano talvolta curiosi i suoi interlocutori, che ascoltano, intervengono, persino si arrabbiano.

È così che il signor Zeta ci fa capire quanto sia pericoloso rimanere della stessa opinione per troppo tempo. "Uno scienziato intelligente deve essere capace di ammettere i propri errori" mentre importanti personaggi a capo di eserciti o di governi "per non ammettere i propri errori sono rimasti fedeli alle proprie idee portando intere popolazioni al completo disastro". Quindi "anche solo per motivi igienici Zeta cambia le proprie opinioni più spesso della camicia" e non vorrebbe mai vivere in un paese con una dittatura, "nemmeno se lui fosse il dittatore".

Di chi è molto diligente il signor Zeta dice che "al poveretto manca un nobile talento, di cui è fornito il gatto: quello di acciambellarsi in qualunque momento e fare le fusa con gli occhi semichiusi".

Inoltre il signor Zeta ci fa sapere che "Non è da invidiare chi riflette su tutti gli errori che può fare. Il numero degli errori a sua disposizione, infatti, è in linea di massima illimitato, mentre le opposizioni corrette si contano sulle dita delle mani. Il calcolo delle probabilità, dunque, sembra dirci che la maggior parte delle volte andrà storta. Come quando partecipiamo a una lotteria, però, lasciamo le cose al caso, e ci basta vincere un altro biglietto e già siamo contenti. Non pensiamo di aver vinto niente, pensiamo di aver ottenuto una nuova chance".

E ci avverte che "una teoria del tutto non può esistere, anche solo per motivi teorici. Per quanto riguarda la Matematica Gӧdel lo ha già dimostrato, ma la stessa cosa vale anche in Fisica e nella vita in generale". Afferma che fare teorie e modelli è molto utile, ma non bisogna esagerare, perché "chi, camminando, avesse voluto analizzare teoricamente ogni passo non si sarebbe mosso di un centimetro, e lo stesso vale per molte altre attività. Prima o poi la riflessione teorica è non solo utile ma inevitabile, ma durante l'azione è di ostacolo"

Il signor Zeta ci mette in guardia che mentre "è facile giudicare un cretino per natura, è più angosciante quando una persona intelligente si rivela improvvisamente un idiota" e così arriva a citare premi Nobel che hanno detto enormi cretinate, purtroppo prese come oro colato per l'autorevolezza della fonte.

Il fatto che la stupidità sia invincibile "pone la biologia evolutiva davanti a un dilemma: dato che i suoi effetti sono devastanti, perché la selezione naturale non ha fatto in modo che si estinguesse?".

E a proposito di "brain drain" nota come si arrivi al "brain squeeze" in quanto "molti dei paesi del pianeta sono governati da persone che fanno di tutto quanto è in loro potere per liberarsi di qualunque sussulto di intelligenza".

Insomma, un libriccino piccolo ma denso di perle di saggezza e spunti di riflessione.