Dal sogno degli alchimisti agli incubi di Frankenstein

Copertina del libro - Matepristem

A. Candela

Dal sogno degli alchimisti agli incubi di Frankenstein

Franco Angeli editore, Milano, 2013

pp. 243; euro 28,00

 

Il racconto della scienza e della tecnologia nei mass media è spesso superficiale, si concentra prevalentemente sulla storia delle vicende narrate per attirare la curiosità e dunque espone le notizie con enfasi sensazionalistica. In questo volume Andrea Candela, docente di Comunicazione della Scienza presso l'Università degli Studi dell'Insubria, ci fa comprendere in che modo la comunicazione pubblica interviene nella costruzione dell'immagine della scienza che influenza l'opinione pubblica in tema di tecnologie e ricerche scientifiche. Dalla sua analisi si evince che l'immaginario scientifico è dominato da stereotipi e inquinato da narrazioni, miti e credenze popolari a cui l'informazione mediatica attinge con l'intenzione di attribuire un significato ambiguo al ruolo della scienza nella società.

Andando a ritroso nel tempo si evidenzia come la tradizione letteraria abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppare l'archetipo della scienza come arte diabolica. Un esempio su tutti (come riportato nel titolo del libro) è il "Frankenstein" di Mary Shelley in cui un eccentrico scienziato cuce tra loro pezzi di cadaveri nel tentativo di ricreare la vita. Ancora oggi la comunicazione scientifica nei mezzi di comunicazione di massa ricade in questi miti, soprattutto nell'era dei new media, dove le immagini sono l'elemento principale mentre poco spazio è riservato invece all'approfondimento, alimentando così gli entusiasmi e le paure dei lettori.