Etica, scienza e fede

Copertina del libro - Matepristem

W. K. Clifford

Etica, scienza e fede

Bollati Boringhieri, Torino, 2013

pp. 153; euro 12,00

 

William Kingdon Clifford, celebre matematico e filosofo, nacque a Exeter in Inghilterra nel 1845, a soli 15 anni frequentò il King's College London e poi il Trinity College di Cambridge, dove fu nominato docente nel 1868. Grande studioso di Geometria non euclidea, nel volume On the space theory of matter (1870) sostenne che energia e materia erano semplicemente differenti tipi di curvature nello spazio; queste idee furono riprese in seguito nella Teoria della relatività generale di Albert Einstein. Insieme a Hermann Günther Grassmann, diede vita a quella che oggi è chiamata Algebra geometrica, che svolge un ruolo fondamentale nella Fisica matematica. In particolare sviluppò un'algebra associativa che generalizza i numeri complessi e i quaternioni di Hamilton. Ma Clifford è noto anche per i suoi scritti di carattere filosofico, in particolare, nel suo saggio del 1879 "The Ethics of Belief", cooniò il principio: "È sbagliato sempre, comunque e per chiunque, credere a qualsiasi cosa basandosi su prove insufficienti". Con questo motto si contrapponeva agli intellettuali religiosi, i quali sostenevano la necessità di un atto di fede. Inserendosi da protagonista nel delicato dibattito tra scienza e religione dell'Inghilterra vittoriana, il giovane filosofo e matematico articolava con grande finezza e ironia il suo pensiero. Il "dovere della ricerca", nemico di ogni principio di autorità, era per Clifford una condizione necessaria, tanto che per lui esisteva "soltanto una cosa più perversa del desiderio di comandare: la volontà di ubbidire".

Nel volume Etica, scienza e fede sono raccolti i tre saggi più importanti di Clifford – On the Aims and Instruments of Scientific Thought, The Ethics of Religion, The Ethics of Belief – accompagnati da un'introduzione di Claudio Bartocci (docente di Fisica matematica presso l'Università di Genova e curatore di numerosi volumi di carattere divulgativo) e Giulio Giorello (docente di Filosofia della scienza all'Università di Milano e autore di numerose pubblicazioni di grande successo). Nelle opere il matematico inglese espone la sua idea di un Illuminismo radicale, di un rischiaramento incentrato sulla responsabilità e sulla libertà individuale, in polemica con il principio di autorità su cui si basava la società vittoriana del suo tempo, dunque un secolo prima Kant sosteneva che al "rischiaramento non occorre altro che la libertà; e precisamente quella di fare pubblico uso della ragione in tutti i campi".