Federigo Enriques e la civetta di Atena

Copertina del libro - Matepristem

T. Nastasi

Federigo Enriques e la civetta di Atena

Plus Edizioni, Pisa, 2010

pp. 360; Euro 15,00

 

L'autrice, Tina Nastasi, introduce il libro parlando di una "quasi biografia" del matematico e filosofo livornese. Prosegue scrivendo del "filo rosso tracciato da lui stesso : dalla scienza alla filosofia, alla storia...e ritorno" e presentando l'obiettivo della sua fatica come tentativo "di descrivere l'anello retroattivo - ovvero il circolo virtuoso - che Enriques tentò di fondare erigendo la sua teoria epistemologica sul vincolo reciproco ch'egli mostrò esistere tra quelle tre discipline sorelle".

La cautela dell'autrice, che parla appunto di una "quasi biografia", è pressoché obbligatoria in quanto Enriques è davvero una delle figure più rilevanti della Matematica e Filosofia del '900 italiano. Per il resto, il libro si legge proprio come una sua biografia intellettuale. I vari capitoli, introdotti da un'esauriente e chiara scheda biografica, presentano via via gli anni della formazione di Federigo, la costruzione del suo sistema geometrico, l'incarico universitario a Bologna, la sua visione epistemologica, i rapporti con la comunità matematica del tempo e il progressivo e crescente interesse storico.

Il volume è completato dalla pubblicazione di un ricco materiale - più di 100 pagine - che documenta alcuni aspetti del percorso accademico e professionale di Enriques : la sua permanenza a Bologna, il successivo trasferimento a Roma, la fondazione della scuola di Storia delle scienze. Segue infine la trascrizione della corrispondenza con Alfonso Sella (figlio di Quintino), Wilhelm Ostwald e George Sarton.