Il biologo furioso

Copertina del libro - Matepristem

C. A. Redi

Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica

Sironi, Milano, 2011

pp. 204; euro 18.00

 

Se saliti su un aereo vi dicono che alla guida vi è un vostro carissimo amico filosofo che fate? Restate o chiedete di scendere? State zitti e vi affidate agli scongiuri o pretendete che con i vostri soldi sia messo a comandare l’aereo il pilota più bravo in circolazione?

La risposta appare scontata ai più, ma allora perché al contrario accettiamo che in ambito di politica scientifica decidano soggetti (politici, filosofi, teologi, per la maggior parte) che “non mostrano la benché minima umiltà nel chiedere di sapere, nell’informarsi sulle conoscenze biologiche necessarie per condurre una società laica e giusta”?

Carlo Alberto Redi, docente di Zoologia presso l’Università di Pavia e biologo di fama internazionale, non nasconde in questo vivace pamphlet tutta la propria indignazione verso una classe politica irresponsabile e scientificamente ignorante, non scusando però neppure i comuni cittadini che ancora nel XXI secolo – il secolo della Biologia – lasciano tutte le decisioni nelle mani di altri, senza informarsi adeguatamente e come se queste non li riguardassero.

I problemi affrontati nei 16 brevi saggi sono tutti di grande attualità, dall’insufficienza dei fondi stanziati per la ricerca in Italia alle staminali, dagli OGM alla clonazione, dall’inizio della vita all’evoluzionismo, e offrono al lettore la possibilità di farsi un’opinione concreta e informata (anche grazie ai precisi riferimenti bibliografici).

Gli strali del “biologo furioso” colpiscono senza pietà anche i divulgatori scientifici (si legga il saggio “Lo strano caso dei cibridi”), i quali – naturalmente con alcune lodevoli eccezioni – talora per ignoranza, talora per convenienza, forniscono ai lettori informazioni fuorvianti e scorrette sotto molteplici punti di vista: “E così, la scienza è diventata sempre più parte integrante della nostra cultura. Mai come negli ultimi anni sono andate moltiplicandosi le implicazioni etiche della scienza. E mai come nell’ultimo quarto di secolo è stato così fitto il rapporto tra giornalisti e scienziati (…). Ci si può affidare ai mezzi di comunicazione per acquisire informazioni attendibili e oggettive? Spesso nel tentativo di semplificare, rendere leggibile e comprensibile il lavoro degli scienziati e attirare l’attenzione del pubblico, si sacrificano o si omettono le posizioni sfumate, le necessarie precauzioni volute dalla scienza e l’analisi accurata della notizia”.

Non mancano naturalmente anche pagine più leggere (come quelle dedicate all’accessorietà del sesso maschile) ma la scrittura precisa, pungente e scorrevole rende appassionanti in egual misura anche argomenti che potrebbero a prima vista sembrare più ostici per il lettore comune.