Il fascino della matematica

Copertina del libro - Matepristem

A. Ambrosetti

Il fascino della matematica

Bollati Boringhieri, Torino, 2009

pp102; euro 18,00

 

Antonio Ambrosetti è uno dei matematici italiani più noti e apprezzati. Membro dell’Accademia dei Lincei, è stato docente alla “Normale” di Pisa, attualmente insegna alla SISSA di Trieste.

Nel marzo 2008 ha partecipato ad un incontro organizzato ad Abano Terme dal Ministero della Pubblica Istruzione, rivolto a insegnanti, dirigenti scolastici e ispettori, con una conferenza dal titolo “Matematica e scienze applicate”.

“Il fascino della matematica” è una versione ampliata di quella conferenza.

Ambrosetti si sofferma in particolare sui problemi di massimo/minimo, da quelli più semplici (che richiedono semplicemente il calcolo del vertice di una parabola) a quelli più complessi del Calcolo delle variazioni. Tratta l’equazione di Eulero e i classici problemi isoperimetrici, ma anche il Calcolo delle variazioni moderno e i metodi diretti di soluzione.  Naturalmente, il riferimento al Calcolo delle variazioni lo “obbliga” a parlare poi delle equazioni differenziali e della stabilità delle loro soluzioni (capitolo III). L’ultima parte del saggio è invece dedicata alla Meccanica celeste e al problema dei 2  e dei 3 corpi.

“Il fascino della matematica” è un libro di matematica. Ci sono le formule, per capirci, ma l’autore le introduce motivando sempre la loro necessità e, con altrettanta pazienza, ne spiega l’utilizzo per risolvere i problemi affrontati.

D’altra parte, Ambrosetti crede – come dargli torto? – che “se vogliamo far capire cosa è la matematica oggi, dobbiamo parlare di teorie e teoremi. So che non è facile discutere di questi argomenti e che non è possibile farlo senza entrare in questioni tecniche, ma qualcosa si può e forse si deve tentare. E anche se il linguaggio tecnico va ridotto al minimo, non bisogna tuttavia eliminare del tutto quelle nozioni che stanno alla base della matematica odierna, perché senza di esse si perderebbe il vero sapore di questa scienza”.