La corrispondenza scientifica di Vittorio Fossombroni

Copertina del libro - Matepristem

I. Nagliati

La corrispondenza scientifica di Vittorio Fossombroni

Clueb, Bologna, 2009

pp 421; euro 38,00

 

“Il Generale Bonaparte, confidandosi con studiosi che lo avevano seguito in Egitto mentre attendeva la nave che doveva riportarlo in Francia nel 1799, aveva rivelato che il suo primo desiderio non era stato quello di diventare un condottiero, ma uno scienziato. Immodestamente aveva detto: un Newton. Anche Vittorio Fossombroni, diplomatico, economista, senatore dell’Impero napoleonico, primo ministro del Granducato di Toscana, ebbe come prima aspirazione quella di diventare un matematico e cercò di aprirsi una strada come professore all’Università di Pisa”.

Così inizia la presentazione di Luigi Pepe (docente di Storia delle matematiche all’Università di Ferrara) del volume in cui Iolanda Nagliati ha raccolto 296 lettere di Vittorio Fossombroni (1754-1844). La sua corrispondenza scientifica copre l’arco di quei cinque decenni che intercorrono tra gli studi universitari a Pisa (dove rivolse i propri interessi alla Matematica pura e applicata) e la nomina a ministro del Granduca di Toscana dopo la Restaurazione.

Dopo le prime pubblicazioni degli anni ’80, Fossombroni non abbandonò mai completamente i suoi interessi matematici. I suoi scritti scientifici però si diradarono, concentrandosi sempre più sulle applicazioni e in particolare sugli studi di Idraulica applicata.