La via delle acque (1500-1700). Appropriazione delle arti e trasformazione delle matematiche

Copertina del libro - Matepristem

C. S. Maffioli

La via delle acque (1500-1700). Appropriazione delle arti e trasformazione delle matematiche

Leo S. Olschki, Firenze, 2010

pp. 394; euro 43,00

L'autore, Cesare Maffioli, si era già occupato dell'argomento oggetto di questo bel volume nella sua tesi di dottorato: Out of Galileo. The science of water (1628-1718) dove aveva tracciato una storia della Idraulica come appare coltivata da Galileo e dalla sua scuola. La demarcazione cronologica allora scelta, nella tesi di dottorato, aveva però impedito all'autore “di indagare a fondo nel mondo delle arti meccaniche cinquecentesche, di studiarne le relazioni con il mondo delle matematiche che stava emergendo”. È quanto  viene fatto in questo volume nel quale Maffioli, piuttosto che un ordine cronologico, segue un filo tematico che si concretizza nel discutere l'attività e le opere di tre personaggi chiave - Girolamo Cardano, Benedetto Castelli e Domenico Guglielmini - in una successione di grandi protagonisti della scienza rinascimentale che da Leonardo arriva a Galileo.

Lungo il percorso della “via delle acque”, la Matematica – scrive Maffioli – “costituisce un aspetto della natura se non addirittura una sua fondamentale componente”. Questa idea chiave, condivisa da molti promotori della rivoluzione scientifica, non era certamente nuova ma ciò che era nuovo è la sempre maggiore presenza della Matematica in aree tradizionalmente di pertinenza filosofica e la pretesa “di indicare una via alla conoscenza del mondo migliore di quella tradizionale”. Noi – aggiunge Maffioli – abbiamo visto “questo modello di trasformazione del sapere nelle teorie del moto e della materia di Galileo, Castelli e Guglielmini e nelle riflessioni metodologiche che ne avevano accompagnato lo sviluppo”.