La giostra del tempo senza tempo

Copertina del libro - Matepristem

C. Cacciamani

La giostra del tempo senza tempo

Bonomo editore, Bologna, 2019

pp. 172; euro 16,00

 

Estate 2080, un caldo insopportabile ha ormai da tempo reso inospitali le città, dove si sta bene solo negli edifici dotati di aria condizionata, pur sapendo che questi impianti non fanno che peggiorare ulteriormente la situazione. Lunghi periodi di siccità sono interrotti da improvvise alluvioni, e proprio ora un tremendo tornado sta seminando terrore muovendosi a zig-zag e distruggendo tutto quello che trova. Eppure fin dagli inizi del secolo gli scienziati avevano perfettamente capito quello che stava accadendo e quali scenari si stavano prospettando per i loro nipoti. Evidentemente non hanno fatto abbastanza, non sono stati capiti, o non si è voluto capire. Ah, se si potesse suggerir loro di fare di più, dire col senno di poi quanto sono cruciali i primi anni del XXI secolo per determinare il futuro del clima sulla Terra…

È questo il cruccio di Carlo Cacciamani, fisico dell'atmosfera, responsabile del Centro Funzionale Centrale del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, esperto di emergenze climatiche sia dal punto di vista teorico che delle implicazioni pratiche. Insomma un addetto ai lavori, non uno di quelli che esprimono giudizi generici senza entrare nel merito. Il suo impegno, rivolto anche a una vasta opera di divulgazione, educazione e sensibilizzazione, lo porta ora a cimentarsi come scrittore, cioè a esprimere sotto forma di romanzo il fatto che il problema del riscaldamento globale è soprattutto un problema intergenerazionale. La nostra generazione non può ignorare il fatto che sta lasciando ai propri figli e nipoti un ambiente degradato. Le future generazioni dovrebbero ribellarsi, ma non ci sono ancora; e quando si renderanno conto, loro malgrado, del nostro egoismo, non ci saremo più noi. Proprio su questo cruciale paradosso interviene l'espediente narrativo di Cacciamani, che unisce gli strumenti dello scienziato a quelli del narratore, del romanziere, ottenendo un efficace, e anche piacevole, risultato. Un ingegnoso garbuglio spazio-temporale, che ci ricorda quello del film Interstellar, permette a Cacciamani di mettere in contatto due generazioni sfasate di sessant'anni: Francesca e Paolo, sopravvissuti al tornado del 2080, con i climatologi Anna e Francesco che si sono riparati nel rifugio di montagna per sfuggire a un temporale nel 2019. Un espediente narrativo per farci capire, con l'aggiunta di qualche dettaglio tecnico, come potrebbe evolvere il clima nei prossimi 60 anni.

Sebbene una consolidata tradizione suggerisca di insegnare e divulgare la scienza mediante definizioni, deduzioni, misurazioni, esempi, modelli matematici e grafici, sappiamo che la nostra memoria è più sollecitata dalle emozioni trasmesse da una narrazione, una tecnica che viene chiamata anche col termine inglese storytelling (che è solo un modo più snob di chiamare la narrazione). Un fatto evolutivo, perché la specie Homo Sapiens si è evoluta attraverso narrazioni. È la capacità di narrare e di ascoltare narrazioni che distingue la nostra specie, che aggrega gli esseri umani attorno a un'idea. E allora perché non ricorrere allo storytelling anche per divulgare la scienza e fissare nella mente i concetti che ne stanno alla base e le conseguenze che ne derivano? Questa è l'idea seguita da Cacciamani in questo romanzo breve, ma ricco di colpi di scena e di espedienti narrativi niente affatto banali per creare una sovrapposizione di diversi livelli di narrazione che riescono a evitare elegantemente le contraddizioni, sempre in agguato, quando si ricorre a salti temporali. La forte carica emotiva e il senso di vertigine che scaturiscono dall'intreccio spazio-temporale su cui si svolge e avvolge la storia fanno sentire il lettore parte della vicenda, spingendolo così a sentire l'urgenza del problema climatico.

Ma Cacciamani non si accontenta dello storytelling, perché il libro è anche corredato di numerose schede tecniche, scritte da diversi esperti delle varie discipline che concorrono allo studio del riscaldamento globale e relative conseguenze: fisici, geologi, economisti, sociologi, insegnanti, esperti di strategie comunicative. Compreso un glossario dei termini tecnici. Speriamo che questo libro arrivi in qualche forma alle generazioni future affinché possano dire che gli scienziati di inizio XXI secolo avevano cercato di fare del loro meglio, non solo Greta e Papa Francesco (di entrambi l'autore parla con grande rispetto).