Per la scienza, per la patria

Copertina del libro - Matepristem

F. Toscano

Per la scienza, per la patria

Sironi, Milano, 2011

pp. 300; euro 18,00

Fabio Toscano è un giovane e prolifico autore, quasi uno specialista di biografie scientifiche visto che al suo attivo annovera titoli quali “Il genio e il gentiluomo” (sulla vita e l’attività scientifica di Gregorio Ricci Curbastro) e “Il fisico che visse due volte”, dedicato al sovietico Lev Landau.

In “Per la scienza, per la patria” si cimenta con la figura di Carlo Matteucci, illustrandone la doppia personalità di scienziato e di uomo politico.

Matteucci nasce a Forlì nel 1811 e si laurea a Bologna nel 1829 non ancora diciottenne. Studierà poi anche a Parigi e a Firenze per trovare finalmente un lavoro stabile a Ravenna ed essere chiamato come docente all’Università di Pisa grazie al diretto intervento di Alexander von Humboldt che aveva spontaneamente segnalato il suo nome al granduca Leopoldo II. In campo scientifico Matteucci diventerà noto soprattutto per la scoperta dell’esistenza dell’elettricità animale e per gli studi sugli effetti fisiologici dell’elettricità.

Non meno importante è la sua carriera politica. Dopo aver partecipato alla prima guerra d’indipendenza con il battaglione dell’Ateneo pisano a Curtatone e Montanara e aver svolto un’intensa attività diplomatica per il Granducato di Toscana (e aver fondato nel 1844 con il chimico R. Piria la rivista scientifica “Il Cimento”  e nel ’55 “Il Nuovo Cimento”, sempre con Piria), nel 1861 Matteucci divenne senatore del Regno d’Italia appena costituitosi. Nel marzo del 1862, il presidente del Consiglio Urbano Rattazzi gli conferì la nomina a Ministro della pubblica istruzione. Qui Matteucci avrà, come suo segretario generale, il matematico Francesco Brioschi. Di idee moderate e cattoliche, prenderà apertamente posizione contro il potere temporale della Chiesa.