Le lettere immaginarie di Democrito alla figlia

Copertina del libro - Matepristem

V. Fano

Le lettere immaginarie di Democrito alla figlia

Carocci Editore, Roma, 2018

pp. 141; euro 13,00

 

Conosciamo già Vincenzo Fano, docente di logica e di filosofia della scienza all'Università di Urbino, per il suo originale libro dedicato ai paradossi di Zenone, recensito in questa pagina nel 2012 (si veda http://matematica.unibocconi.it/libri/i-paradossi-di-zenone).

Ora, sempre con la casa editrice Carocci, ci propone un personale e ben riuscito "tour guidato" attraverso i principali temi della vita e della conoscenza, con lo sguardo e i ragionamenti di un filosofo dotato di una cultura a tutto tondo. E lo fa attraverso una confidenziale forma epistolare, utilizzando un linguaggio e una scelta di temi molto vicini ai giovani. Non a caso le lettere sono rivolte alla figlia, con uno stile affettuoso ed elegante. L'autore cita spesso il filosofo greco Democrito, che considera suo ispiratore e "maestro", tanto da sentirsi una sua reincarnazione calata nei nostri giorni. E di conseguenza la figlia diventa "figlia di Democrito". Nei panni di un filosofo anziano e malato, osservatore dell’oggi con una preparazione radicata nella cultura classica, l'autore si pone in una situazione privilegiata per riflettere con saggezza, pacatezza e profondità su temi attuali e questioni esistenziali, quali la vita e la morte, la felicità, la fede, la libertà, fino a riflettere sull'importanza e la bellezza dello studio (definito "una delle più grandi gioie della vita"). Temi che portano il neo-Democrito a scrivere lettere dedicate alle scienze: dalla matematica ("la più astratta e difficile delle scienze, ma forse anche la più bella e più profonda") alla fisica, chimica, informatica, fino all’economia, all’incertezza (da trattare con la teoria della probabilità), la sociologia e la politica.

Nonostante il frequente riferimento agli insegnamenti di Democrito, i temi e le situazioni di cui si parla nelle lettere, e il tono utilizzato, sono decisamente attuali e molto vicini ai giovani. Tanto per fare un esempio, nella lettera sulla politica l'autore inizia facendo notare alla figlia che "io faccio parte di una generazione che appena è diventata adulta ha visto l'Italia fermarsi e poi cominciare a regredire lentamente; tu invece appartieni a una generazione per la quale già la giovinezza è decisamente meno ricca di opportunità…" e arriva ad affermare che "…capita quello che già Democrito lamentava: «Si può proprio dire che certi uomini, quanto più sono indegni tanto più riescono a occupare cariche istituzionali», ma questa non è una buona ragione per non provare a impegnarsi."

Più attuale di così…