Lezioni di matematica dagli scritti di Évariste Galois

Copertina del libro - Matepristem

di Margherita Barile e Sergio De Nuccio

Con instancabile ritmo, gli autori del libro proseguono la loro fatica, rivolta a rendere fruibili nella scuola numerosi aspetti concettuali della storia della Matematica. Dopo un primo volume del 2004, già nel 2007 (presso lo stesso editore) è uscito un secondo ponderoso tomo ed ora nel 2009 siamo alla terza uscita. L’opera non è conclusa. Quindi, aspettiamoci che in breve tempo nuovi volumi vengano ad arricchire il panorama.

Il punto di partenza è dato da alcuni interventi di Évariste Galois, il giovane e sfortunato genio matematico (1811-1832) che, con la propria opera, ha definitivamente cambiato i percorsi della ricerca matematica e la maniera di concepirla. È noto che Galois ha scritto molto poco – anche a causa delle sue vicende singolari e della prematura scomparsa – e pertanto sembra strano che a partire da così poco materiale (compiti, lettere, osservazioni sparse) si riescano a mettere insieme tante pagine. Ma quella di Galois è soltanto una scusa, un comodo pretesto, per intraprendere un cammino lungo vicende millenarie che ancora oggi rivestono importanza per la nostra scuola e la nostra cultura. Ed allo stesso tempo introdurre, criticamente, il contributo dei maggiori matematici che si sono dedicati ai vari argomenti.
Così, nella prima parte, Margherita Barile prende spunto da un articolo pubblicato da Galois quando era ancora studente al Liceo Louis-Le-Grand per esporre la teoria delle frazioni continue ed il risultato di Galois ma anche per trattare estesamente gli aspetti storici dell’argomento, riferendosi direttamente ai testi originali (a partire da uno scritto di Eulero).

Nella seconda parte, Sergio De Nuccio completa forse la fatica sul calcolo differenziale iniziata nel volume precedente. Anch’egli muove da alcuni inediti attribuiti a Galois (anche se non tutti scritti da lui) dai quali risulta la profonda conoscenza della materia che Galois era riuscito ad acquisire con la lettura dei classici. Se nel volume precedente De Nuccio era arrivato ai fondatori del calcolo – Newton e Leibniz – ora parte da qui, dallo sviluppo del calcolo nel ‘700, per indurre implicitamente gli studenti, attraverso i loro insegnanti, a seguire lo stesso percorso di Galois: “leggere i classici”. E qui possono trovare dei concreti suggerimenti.

vol. II – parte II
Edizioni Goliardiche, Trieste 2009
pag. xiv+592; Euro 45