Rinascita di una scienza - Matematica e matematici in Italia (1715-1814)

Copertina del libro - Matepristem

Luigi Pepe

Rinascita di una scienza - Matematica e matematici in Italia (1715-1814)

CLUEB, Bologna, 2007
pp. 255, euro 25,00

 

“Un secolo di rilevanti progressi in campo matematico iniziava con la risoluzione delle equazioni differenziali omogenee di Gabriele Manfredi, con gli studi di Giulio Carlo de' Toschi di Fagnano sulla rettificazione delle sezioni coniche e della lemniscata di Bernoulli, con le ricerche sul calcolo differenziale di Jacopo Riccati, che portarono all'individuazione della celebre equazione. Si chiudeva con tre altre opere celebri la Geometria del Compasso di Mascheroni (1797), le sue ricerche sul calcolo integrale di Eulero che riguardano in particolare la Costante di “Eulero-Mascheroni” (1790), la Teoria generale delle equazioni di Paolo Ruffini (1799), nella quale si trova dimostrata l'impossibilità della risoluzione “per radicali” delle equazioni generali di grado superiore al quarto. Tutte queste opere fanno parte a buon diritto di ogni storia delle matematiche di qualche estensione. I primi anni dell'Ottocento non sono meno importanti per la formazione in Italia di una comunità scientifica che riprese in Europa, almeno in parte, il ruolo da protagonista che nella prima metà del Seicento aveva avuto la scuola galileiana”.

Così inizia e viene presentato nella quarta di copertina il recente volume di Luigi Pepe sulla Matematica italiana nel Settecento e nel primo Ottocento. Pepe è docente di storia delle Matematiche all'Università di Ferrara. Il n. 65 di “Lettera Matematica Pristem” ospita un suo articolo sugli interessi scientifici di Garibaldi, proprio lui, “l'eroe dei due mondi”.

Il volume è composto da 18 capitoli. Molti di loro sono dedicati a singole biografie: Riccati, Fagnano, il giovane Lagrange, Mascheroni ecc. Non ci si deve però stupire se si trovano anche capitoli che parlano di Casanova, Beccaria o Vincenzo Monti. Scrive ancora l'autore: “Mai come nel Settecento e nel primo Ottocento scienza e letteratura furono così vicine. Malfatti, che pure scrisse solo di matematica, ebbe una forte sensibilità letteraria, Mascheroni fu sia poeta che matematico. Vincenzo Monti, che da Malfatti fu aiutato agli inizi della sua carriera letteraria e che di Mascheroni divenne amico, fornisce dal punto di vista letterario il miglior esempio dell'alleanza tra scienza e letteratura che naufragò tra le nebbie del Romanticismo e le tenebre della Restaurazione”.