Roma 1908: il congresso internazionale dei matematici

Copertina del libro - Matepristem

A. Guerraggio - P. Nastasi

Roma 1908: il congresso internazionale dei matematici

Bollati Boringhieri, Torino, 2008

215 pp.; 17 euro

 

Esattamente cento anni fa, il 6 aprile 1908, si apriva a Roma, in Campidoglio – nella sala degli Orazi e Curiazi, alla presenza del re – il 3° Congresso internazionale dei matematici.

La sua attribuzione all'Italia rivestiva un significato particolare. Dopo la “prova generale” di Zurigo nel 1897 (un Paese “neutrale”, per l'avvio dell'esperienza dei Congressi internazionali), il primo Congresso tenutosi a Parigi nel 1900 e il successivo ad Heidelberg – in Germania – nel 1904, la scelta di Roma rappresenta la definitiva consacrazione dell'Italia quale terza potenza matematica mondiale all'inizio del Novecento.

L'evento del Congresso di Roma viene riportato alla luce da Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi in un loro volume recentemente pubblicato da Bollati Boringhieri, “Roma 1908: il Congresso internazionale dei matematici”.

Il libro ricostruisce nei dettagli lo svolgimento del Congresso. Ma ci sono anche la cronistoria dei preparativi (coordinati dal “trio” formato da Guido Castelnuovo, Giovan Battista Guccia, Vito Volterra) e il puntuale riferimento a una polemica finale con il “Circolo matematico” di Palermo, esplosa proprio il giorno dell'inaugurazione del Congresso.

In realtà, il libro non parte da “Roma 1908” ma dal primo Congresso – quello di Zurigo del 1897 – e, ancor prima, da due incontri (settoriali) che si tennero nel 1889 e nel 1893, rispettivamente, a Parigi e a Chicago. Un'occasione per parlare degli esordi della Matematica statunitense, di Klein e di Poincaré.

Allo stesso modo, il libro di Guerraggio e Nastasi non termina con la chiusura del Congresso di Roma, ma prosegue fino a “Bologna 1928”, il secondo (e ultimo) Congresso internazionale dei matematici ospitato in Italia. Anche qui un'occasione per parlare della Commissione internazionale sulla didattica di Mittag-Leffler e della violenta contrapposizione franco-tedesca che, con la prima guerra mondiale, ha segnato l'interruzione del bel sogno dell'internazionalismo matematico. La ripresa sarà effettivamente dura.