Scienza e società della conoscenza

Copertina del libro - Matepristem

Andrea Cerroni

Scienza e società della conoscenza
 
178 pp., UTET, 2006

euro 13,00

Scienza e società costituiscono un binomio in cui ci si imbatte sempre più frequentemente. Ma qual è oggi il loro reale rapporto? E qual è il vero compito della comunicazione scientifica?

Per rispondere a queste domande occorre superare il gravame di due visioni non più sostenibili e specularmente contrapposte: una visione scolastica (assolutismo idealistico) – retaggio del positivismo ottocentesco – per la quale la conoscenza scientifica è del tutto separata dalla società e una visione cinica (relativismo soggettivistico) che, cavalcando talune conclusioni del main stream della sociologia della scienza, vede quest'ultima come nient'altro che una costruzione soggettiva e arbitraria, al pari di qualunque altro prodotto sociale.

Se evitiamo di isolare scienza e società, per poi contrapporle o magari giustapporle appena, possiamo in effetti mettere in luce una doppia costituzione che le lega profondamente. Per un verso, la società (della conoscenza) costituisce la scienza fin nella sua dimensione epistemologica attraverso processi non astrattamente soggettivi o arbitrari e, dunque, scientificamente ricostruibili con uno studio interdisciplinare. Per altro verso, la conoscenza (scientifica) contribuisce alla costituzione della società contemporanea come società democratica basata sulla scienza .

Se, dunque, evitiamo l'alternativa secca fra assolutismo e relativismo, la scienza smette di essere un corpo estraneo alla società e la democrazia una forca caudina dello sviluppo scientifico. E la specie sociale oggi in via di formazione risulta essere, anzi, caratterizzata tanto dalla centralità di un nuovo processo economico ( produzione di conoscenza a mezzo di conoscenza con surplus di conoscenza ) quanto dall'emersione di nuovi bisogni e nuovi diritti in cui ciascun individuo si imbatte mentre cerca di costruirsi un autonomo progetto di sé, proprio perché nel suo mondo contano sempre di più le produzioni materiali e immateriali di tutti gli altri ( società degli individui ).

Sviluppo della scienza e sviluppo della democrazia, allora, si mostrano come due facce del processo di civilizzazione . E la comunicazione della scienza non si esaurisce più nei canali della “divulgazione”, ma arriva a comprendere tutti quei processi che mirano a rendere la conoscenza un bene pubblico effettivo. Questa è, insomma, la sfida intellettuale e politica posta dalla complessità contemporanea: l'impossibilità di districare la scienza dalla società e la società dalla scienza.

Questo è il filo conduttore del volume di Andrea Cerroni, laureato in Fisica e docente di Sociologia e Comunicazione della scienza nella Facoltà di Scienze dell'Università Milano-Bicocca.