Tra scienza e lettere

Copertina del libro - Matepristem

P. Simoncelli

Tra scienza e lettere

 Le Lettere, Firenze, 2006

pp.178; Euro 16,50

 

Il Gentile di cui il libro di Simoncelli traccia il profilo biografico non è Giovanni Gentile, il "filosofo di regime" ben noto al mondo matematico, autore della "riforma Gentile". È Giovannino, figlio di Giovanni, fisico teorico tra i più promettenti, scomparso prematuramente (era nato nel 1906) nel 1942 per un banale ascesso dentario che "provocò una setticemia allora incurabile per mancanza di pennicillina".

Di Giovannino Gentile il volume ricostruisce, appunto, la biografia (umana, scientifica e politica) attraverso anche una ricca documentazione inedita. Lo vediamo giovane studente alla "Normale". Lo seguiamo nelle sue prime esperienze di studiso e nei suoi contatti con la Fisica tedesca. Ne seguiamo l'amicizia con Delio Cantinori e con Ettore Majorana. Rivediamo le vicende del concorso a professore ordinario di Fisica teorica del '37, con la successiva "chiamata" a Milano, fino al tragico epilogo che prima abbiamo ricordato.

Giovannino Gentile è una figura di rilievo nella scienza e nella cultura italiana degli anni '30. Vuoi per i meriti scientifici, vuoi per una cultura (naturalmente, già assorbita in famiglia) attenata anche al versante filosofico e che lo portava conseguentemente a denunciare la colpevole distrazione - da parte del coté umanistico - in Italia dai dibattiti sulle questioni scientifiche, a maggior ragione perchè "la nuova fisica è destinata ad esercitare una forte influenza nella cultura". L'atteggiamento generale della scienza italiana - anche dei fisici di via Panisperna ! - era ben diversa. Franco Rasetti, a questo proposito, ricorda che "noi fisici di Roma avevamo un disprezzo profondo per la filosofia, e specialmente per Gentile. Avevamo un uguale disprezzo sia per Gentile che era fascista sia per Croce che era antifascista, pechè avevamo una scarsissima opinione dei filosofi indipendentemente dalle loro opinioni politiche. Credo che la filosofia sia tutta priva di senso".

Non ultimo, il libro di Simoncelli ha il pregio di raccontarci le vicende di un intellettuale nato - per questioni anagrafiche, lasciando da parte le relazioni familiari - con il fascismo. La sua vita costituisce oggi un osservatorio privilegiato (ovviamente, limitato e "di parte") per capire la maturazione della generazione che - per dirla sbrigativamente - ha poi fatto la resistenza.