Un ateneo in camicia nera

Copertina del libro - Matepristem

S. Salustri

Un ateneo in camicia nera
L'Università di Bologna negli anni del fascismo

Carocci, Roma, 2010

pp.245 euro 24,00

 

Un Ateneo in camicia nera è il titolo del libro che Simona Salustri, assegnista presso l'Università di Bologna, ha dedicato alle iniziative assunte dal fascismo nei confronti della cultura universitaria. Il particolare e importante osservatorio utilizzato per questa analisi è rappresentato proprio dalla storia e dalla situazione dell'Ateneo bolognese.

Il volume parla della "riforma Gentile" e delle reazioni che suscitò nel mondo scolastico e universitario di Bologna, del giuramento di fedeltà al regime imposto ai professori universitari nel 1931, degli insegnanti razzisti e dei provvedimenti in difesa della razza emanati dal governo nel 1938. Si occupa anche del rinnovamento delle strutture edilizie dell'Università di Bologna e, nel capitolo finale, dell'entrata in guerra nel 1940 e di una cultura accademica che si pone al servizio del conflitto.

I matematici sono presenti in questa ricostruzione storica con i nomi e le vicende di Enriques, Tonelli, Fantappiè, Beppo Levi, Beniamino Segre, Burgatti, Sibirani, Dario Graffi. Ampio spazio è dedicato alla figura di Salvatore Pincherle, primo presidente dell'UMI e docente di spicco dell'Ateneo bolognese. E' Pincherle a organizzare e presiedere a Bologna nel 1928 il Congresso internazionale dei matematici che riporta nell'alveo della comunità internazionale, per la prima volta dopo la guerra, i matematici tedeschi e dei Paesi alleati nel primo conflitto mondiale alla Germania e con essa sconfitti. E' Pincherle che, tra gli altri saluti inaugurali, apre i lavori del Congresso ricordando che l'iniziativa "ha avuto l'approvazione dell'Uomo eccezionale che la fortuna d'Italia ha destinato a reggerne le sorti".