Il Parlamento aleatorio

Pubblicato il: 
06/02/2013

In periodo di elezioni uno degli argomenti principali è l'efficienza del Parlamento: come migliorarla? come ottenerla? La soluzione, benché bizzarra, potrebbe essere estrarre a sorte una quota di parlamentari. Questo è il risultato dello studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Catania: gli economisti Maurizio Caserta e Salvatore Spagano, i fisici Andrea Rapisarda ed Alessandro Pluchino e il sociologo Cesare Garofalo.

 

La ricerca, riassunta in un articolo apparso sul mensile Le Scienze, si è svolta applicando lo studio dei sistemi complessi all'efficienza di un ipotetico Parlamento, definito come il prodotto della percentuale di proposte di legge approvate moltiplicata per il benessere sociale assicurato da quelle leggi. Le simulazioni hanno mostrato che l'efficienza di questo Parlamento virtuale raggiunge il massimo con un numero ottimale di parlamentari estratti a sorte e non aderenti ad alcun partito.

Ma per conoscere quanti elementi casuali dobbiamo introdurre ci aiuta la fisica, anzi la socio-fisica. Spiega il fisico Alessandro Pluchino: "Nelle strutture sociali, i comportamenti degli esseri umani possono essere studiati come quelli delle particelle. Proporre il caso come ausilio della democrazia non è una novità, lo è invece la possibilità di simulare al computer gli agenti virtuali tramite un modello matematico".

Il risultato ha inoltre mostrato che i processi basati sul caso, fondamentali in tanti problemi fisici, sono utili anche in campo socioeconomico tramite strategie che prevedono scelte casuali.