La scomparsa di Gerardo Marotta

Pubblicato il: 
27/01/2017

Nella notte di mercoledì 25 gennaio, in seguito alle complicazioni di un edema polmonare, è morto a Napoli Gerardo Marotta, avvocato e filosofo noto in tutto il mondo per essere stato il presidente del prestigioso Istituto italiano per gli studi filosofici.

Nato a Napoli il 26 aprile 1927, Marotta si era laureato in Giurisprudenza con il massimo dei voti presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" con la tesi "La concezione dello Stato nel pensiero della filosofia tedesca e nella sinistra hegeliana". Sin da giovane si era interessato presto di Storia, Letteratura e Filosofia, fondando, a soli 18 anni, insieme al matematico Renato Caccioppoli (che era anche suo cognato e che furono soprannominati "gli hegeliani di Napoli" per l'importanza che attribuivano alla funzione dello Stato e per lo scetticismo sulle innate virtù della società civile) l'associazione "Cultura Nuova" con la quale organizzò centinaia di seminari universitari invitando esponenti della cultura mondiale quali Salvatore Quasimodo, Renato Guttuso e Pablo Neruda.

Gerardo Marotta

Nel 1975, incoraggiato dal Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei Enrico Cerulli, da Elena Croce, figlia del celebre filosofo, da Pietro Piovani e dal direttore della Scuola Normale di Pisa Giovanni Pugliese Carratelli, fondò a Napoli l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del quale è stato Presidente fino alla morte, dedicando tutte le sue energie a un'impresa straordinaria: fare dell'Istituto un'Accademia internazionale sul modello di quelle di Vienna, Weimar, San Pietroburgo, che l'Unesco ha giudicato "un'esperienza senza eguali al mondo". Per questo suo impegno instancabile Marotta era stato insignito di numerose onorificenze fra cui il Diploma d'onore del Parlamento europeo nel 1994 per l'opera svolta in favore della cultura europea.

Le attività dell'Istituto napoletano, nel tempo, hanno riguardato anche la Matematica, la Fisica, le Scienze, l'Economia, l'Architettura, la storia dell'Arte, la Letteratura, la Medicina. Tra gli oltre 25 mila docenti che hanno frequentato l'Istituto si ritrovano i più grandi nomi della cultura internazionale: Hans-George Gadamer, Jean Starobinski, Karl Popper, Carlo Rubbia, Ilya Prigogine, Eugenio Garin, Jürgen Habermas, Renato Dulbecco, Jacques Derrida, Rita Levi Montalcini (per citarne alcuni).

Gli ultimi dieci anni della sua vita sono stati però segnati dalla lunga battaglia che ha dovuto condurre contro i debiti dell'Istituto dovuti ai tagli e ai ritardi burocratici dei finanziamenti pubblici dovuti.

Segnaliamo l'intervista a Gerardo Marotta pubblicata su la Lettura n. 231 del 1 maggio 2016 in cui racconta della visita dell'ufficiale giudiziario venuto a sequestrare il prezioso patrimonio librario di 300 mila volumi dell'Istituto e il ricordo, pubblicato su questo sito, di Pietro Greco.