L'appello dei 100 scienziati

Pubblicato il: 
24/10/2020

Il momento che stiamo attraversando con la seconda ondata del COVID-19 è preoccupante e ciascuno sente di dover fare la propria parte. Tra questi 100 scienziati di chiara fama hanno rivolto un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte perché misure stringenti e drastiche per il contenimento del contagio vengano assunte in Italia nel giro di 2-3 giorni.

L'appello, nato dal presidente dell'Accademia dei Lincei Giorgio Parisi ha raccolto molti nomi illustri tra i firmatari, a partire dal direttore della Normale di Pisa Luigi Ambrosio, fino a Fernando Ferroni, ex presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Alfio Quarteroni del Politecnico di Milano e Pierangelo Marcati del Gran Sasso Science Institute.

Ecco il testo dell'appello:

Come scienziati, ricercatori, professori universitari riteniamo doveroso ed urgente esprimere la nostra più viva preoccupazione in merito alla fase attuale di diffusione della pandemia da COVID-19 e riteniamo utile segnalare all'attenzione delle Istituzioni, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Governo, nella persona del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, le stime riportate nell’articolo del Presidente dell'Accademia dei Lincei, professor Giorgio Parisi.

Ci sentiamo di dare piena adesione alla richiesta contenuta nell'articolo di assumere provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni, onde evitare che, secondo le stime riportate nell'articolo, i numeri del contagio in Italia arrivino inevitabilmente, in assenza di misure correttive efficaci, nelle prossime tre settimane, a produrre alcune centinaia di decessi al giorno.

Il necessario contemperamento delle esigenze dell’economia e della tutela dei posti di lavoro con quelle del contenimento della diffusione del contagio deve ora lasciar spazio alla pressante esigenza di salvaguardare il diritto alla salute individuale e collettiva sancito nell'art. 32 della Carta costituzionale come inviolabile. La salvaguardia dei posti di lavoro, delle attività imprenditoriali e industriali, esercizi commerciali, e le altre attività verrebbero del resto ad essere anch’esse inevitabilmente pregiudicate all'esito di un dilagare fuori controllo della pandemia che si protraesse per molti mesi. Prendere misure efficaci adesso serve proprio per salvare l'economia e i posti di lavoro. Più tempo si aspetta, più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore. È per questo che il contagio va fermato ora, con misure adeguate, ed è per questo che chiediamo di intervenire ora in modo adeguato, nel rispetto delle garanzie costituzionali, ma nella piena salvaguardia della salute dei cittadini, che va di pari passo ed è anch’essa necessaria e funzionale al benessere economico.