Scoperta la praticella Xi, la "colla" dell'Universo

Pubblicato il: 
07/07/2017

Lo scorso 6 luglio nel corso della conferenza della Società Europea di Fisica a Venezia è stata annunciata la scoperta da parte del CERN di Ginevra della particella Xi: elemento fondamentale per capire le forze che tengono unita la materia. Il grande risultato è avvenuto grazie all'acceleratore Large Hadron Collider (LHC) – lo stesso che aveva rilevato il bosone di Higgs – e in particolare da uno dei suoi quattro rivelatori, l'LHCb, coordinato dal fisico italiano dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Giovanni Passaleva.

La particella appartiene alla famiglia dei barioni, la stessa di cui fanno parte protoni e neutroni, che costituiscono la materia visibile e, come tutti i barioni, è composta da tre quark come previsto dal Modello Standard. A differenza degli altri barioni, in cui solo uno dei tre quark era pesante, la particella Xi ne ha due. I due quark pesanti avrebbero movimenti più lenti e solenni rispetto a quelli dei quark leggeri e come ha dichiarato il fisico britannico Guy Wilkinson: "i tre quark eseguono una elaborata danza l'uno attorno all'altro, ci aspettiamo che il barione con due quark pesanti agisca come un sistema planetario (…) i due quark pesanti giocano il ruolo di stelle che orbitano l'una attorno all'altra, mentre il quark più leggero orbita intorno al sistema binario".


Rappresentazione grafica della particella Xi

Secondo Giovanni Passaleva la particella Xi promette di essere una chiave per scoprire i segreti della "colla" della materia, ossia il comportamento delle forze che agiscono nel mondo dell'infinitamente piccolo; ha infatti dichiarato: "Trovare un barione con due quark pesanti è di grande interesse perché può fornire uno strumento unico per approfondire la cromodinamica quantistica", ossia il campo di ricerca che studia come l'intensità delle forze si riduce quando le distanze tra le particelle diventano molto piccole e che si chiama così in riferimento alle otto cariche che prendono il nome dai tre colori che descrivono i quark: rossi, gialli e blu. Si tratta di un campo di ricerca molto importante, nato grazie alle ricerche inaugurate 1963 fa dal fisico Nicola Cabibbo con il teorema dell'Angolo di Cabibbo che ha gettato le basi per comprendere come i mattoni della materia, i quark, si mescolano dando origine alle particelle elementari.