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Era
nato a Torino l'8 novembre 1886; vi è morto il 20 marzo
1968.
Si
era laureato in Ingegneria civile nel 1908 e nello stesso
anno era stato nominato assistente di Scienza delle Costruzioni,
disciplina in cui conseguì la libera docenza nel 1910.
L'11 luglio 1911 si laureò anche in Matematica, nella
stessa seduta in cui ottenne la laurea anche Alessandro Terracini
(che accenna alla coincidenza nei suoi "Ricordi").
Il 1° dicembre di quell'anno fu nominato professore straordinario
di Meccanica applicata nella "R. Scuola Superiore Navale"
di Genova, e nel 1914 passò a Pisa in qualità
di ordinario. Nel 1918 fu nominato Direttore della "R.
Scuola di Applicazione" di Pisa e tale rimase fino al
1920, quando si trasferì al Politecnico di Torino ove
tenne la cattedra di Meccanica tecnica e successivamente di
Scienza delle Costruzioni. Dal 1° ottobre 1922 e fino al dicembre
1925 fu Direttore del Politecnico di Torino, carica che dovette
abbandonare per non iscriversi al partito fascista. Nel 1943
espatriò in Svizzera per non sottostare alla Repubblica
di Salò (in Svizzera organizzò il cosiddetto
"Campo Universitario Italiano", dove più
di 200 studenti rifugiati ebbero assistenza morale e materiale
e poterono seguire corsi di studio riconosciuti poi in Italia
– vi insegnò anche Bonaparte Colombo). Rientrato in
Italia nel dicembre 1944, fu membro della Consulta e quindi
deputato alla Costituente, ma soprattutto fu Presidente del
CNR o "Consiglio nazionale delle Ricerche e della Ricostruzione"
(come allora si chiamava) dal 1945 al 1956, contribuendo in
maniera determinante alla sua ricostituzione e ristrutturazione.
La
sua produzione scientifica si è sviluppata lungo tre
filoni fondamentali: la Scienza delle Costruzioni, la Teoria
matematica dell'elasticità e l'Idrodinamica. Nel primo
di essi, oltre a numerose ricerche sperimentali, vanno ricordate
le Note (elaborate prima della laurea in Matematica) in cui
si espongono alcune costruzioni grafiche originali che vanno
inquadrate nell'interesse che allora suscitava la Statica
grafica dopo Culmann e Ritte. Le ricerche relative al secondo
indirizzo di ricerca sono quelle più importanti e iniziano
già con la sua tesi di laurea. In questo settore il
primo risultato di rilievo è del 1912 ed è rappresentato
dal teorema che egli chiamò "2° teorema di reciprocità"
(il primo è quello del Betti) e che ora si chiama spesso
"teorema di Colonnetti". Esso è collegato
ai teoremi fondamentali dell'Elasticità (di Castigliano,
di Menabrea e di Betti) e si dimostra con procedimenti analoghi.
Sulle applicazioni e sulle possibili estensioni di questi
teoremi Colonnetti è tornato più volte nelle
sue ricerche, riassunte nel primo capitolo del trattato L'équilibre
des corps déformables (Paris, Dunod, 1955) e nel
IV cap. della Memoria Elastoplasticità (Accad.
Pontificia, 1960). Ma la sua attività si è anche
estesa in due campi collegati a quello prima accennato: lo
studio dei fenomeni di isteresi elastica e quello delle deformazioni
plastiche e della loro influenza nel proporzionamento delle
travi. Per quanto riguarda, infine, il terzo dei settori di
ricerca prima accennati, è bene almeno ricordare che
in un gruppo di quattro Note del 1911 presentò alcuni
sviluppi notevoli sul moto di liquidi perfetti, incompressibili
e omogenei.
Fu
socio dell'Accademia dei Lincei e di numerose altre sia italiane
che straniere, fra cui l'Académie des Sciences de
l'Institut de France, della quale fu socio corrispondente
dal 1950.
Necrologio:
"Celebrazioni Lincee", n. 20, 1969, (G. Supino).
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