LA SCOMPARSA DI LAURENT SCHWARTZ

Schwartz era entrato all' Ecole Normale Supérieure, a Parigi, nel '34, laureandosi nel '37. Aveva poi proseguito gli studi a Strasburgo. La sua carriera accademica si svolgerà successivamente a Grenoble, Nancy e a Parigi (dove insegnerà dal '53 fino al pensionamento, avvenuto nell'83).

 Tutta la sua vita può essere ripercorsa nella bella autobiografia "Un mathématicien aux prises avec le siècle" (ed. Odile Jacob, 1997), a partire dai ricordi di infanzia e del prozio Jacques Hadamard che amava dire che "les philosophes sont des gens qui, dans une chambre noire, cherchent un chat noir qui n'y est pas et qui le trouvent". Poi l'inizio degli studi matematici e della carriera accademica, con l'incontro con Bourbaki ("Bourbaki fut pour moi une révélation").

 Il contributo scientifico per il quale Laurent Schwartz è più noto è sicuramente quello della teoria delle distribuzioni, che generalizzano il tradizionale concetto di funzione ed estendono, rendendoli rigorosi, metodi e tecniche di calcolo formale già presenti in Heaviside e Dirac. Le distribuzioni furono "scoperte", a Parigi, all'inizio del novembre '44. Nel '50, a 35 anni, proprio per questo suo contributo, al Congresso internazionale a Cambridge (Massachusetts) Schwartz riceverà la medaglia Fields (l'equivalente del premio Nobel per i matematici, assegnato ogni 4 anni).

 Schwartz fu un brillante didatta ma quello che maggiormente caratterizza la sua vita professionale e di ricercatore è la compresenza di un forte impegno politico. Sempre nella sua autobiografia, scrive : " j'ai consacré une grande partie de mon temps à lutter pour les opprimés, pour les droits de l'homme et les droits des peuples, d'abord comme trotskiste, puis en dehors de tout parti." E' a proposito della sua militanza trozkista aggiunge : "j'ai toujours voulu changer le monde, changer la vie. Je suis resté un réformateur que toute structure défectueuse et sclérosée tracasse. J'ai rompu avec le trotskisme en 1947, après onze ans de fréquentation. Mais c'est de cette période trotskiste, avec ses lumières et ses ombres, que résulte l'essentiel de ma formation politique. Pierre Vidal-Nacquet aime à dire que je suis resté un "ancient trotskiste". Je le serais forcément tout ma vie et ne le regrette pas." La militanza politica lo porterà ad un forte impegno a proposito della guerra in Algeria, della liberazione del Vietnam, nel tribunale Russell, nella resistenza afgana, a fianco di molti matematici arrestati nei loro Paesi, da regimi dittatoriali.

Laurent Schwartz è stato una bella e nobile figura di "intellettuale impegnato" del Novecento. Ha anche pagato di persona, e duramente. Ricordavamo prima il suo impegno al fianco del popolo algerino, per l'autodeterminazione e l'indipendenza. Nel febbraio '62, "en plein fureur de la période de l' OAS" (i violenti nostalgici dei privilegi francesi), il figlio Mose-André fu rapito; sarà successivamente rilasciato, ma non si riprenderà più dalla drammatica esperienza, qualche anno dopo, morirà suicida.