Breve storia delle pseudoscienze

Copertina del libro - Matepristem

M. Ciardi

Breve storia delle pseudoscienze

Hoepli, Milano, 2021

pp. 168; euro 14,90

 

Nonostante il livello medio di istruzione stia ovunque cre-scendo (in Italia forse più lentamente rispetto ad altri Paesi avanzati), non diminuisce l'attitudine a credere in teorie pseudoscientifiche, argomenti ai quali i mass-media dedicano sempre ampio spazio, senza prenderne le distanze in modo sufficientemente chiaro.

Per non parlare poi della Rete, dove ciascuno trova tutto e il contrario di tutto. Ciò conduce all'affermarsi, non solo fra gli individui più ignoranti e sprovveduti, di tesi non verificate che, alimentate da meccanismi di autoreferenzialità, assumono le caratteristiche di pseudoscienze. Sembra anzi che più la scienza progredisce, più cresce la schiera di coloro che preferiscono rifugiarsi in alternative che appaiono meglio comprensibili anche se meno affidabili. È proprio questo il tema che Marco Ciardi affronta nel suo bel saggio, raccontando, dal punto di vista storico e attraverso una piacevole narrazione, come nasce una teoria pseudoscientifica.

Emerge con evidenza come il credere a una o più di queste pseudoscienze non sia necessariamente da stupidi: non mancano nomi illustri, anche di famosi scienziati del passato, che hanno prestato attenzione alle credenze popolari dei loro tempi: Newton, ad esempio, era anche cultore di arti magiche e alchemiche. Paradossalmente, un rifiuto generalizzato in nome dei severi principi della scienza, senza ricorrere a prove ed esperimenti “sul campo", sarebbe antiscientifico. Perché, come Shakespeare fa dire al suo Amleto: "Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia".