Naufraghi senza volto

Copertina del libro - Matepristem

C. Cattaneo

Naufraghi senza volto

Raffaello Cortina, Milano, 2018

pp. 198; euro 14,00

 

Un libro scomodo che ci costringe a guardare con attenzione un problema che preferiremmo dimenticare. E, purtroppo, un libro sempre attuale. Cristina Cattaneo, l'anatomo-patologa più famosa d'Italia, decisiva ad esempio nel caso di Yara Gambirasio, si occupa da anni anche dell'identificazione dei migranti morti in mare i cui corpi sono restituiti dalle onde. Sono quelli che definisce "morti di speranza", morti nel tentativdi arrivare nel nostro Paese in cerca di un futuro.

Il corpo di un ragazzo eritreo con in tasca un sacchetto di terra del suo villaggio, quello di un ragazzo ghanese con addosso una tessera della biblioteca, quello di un bambino con un giubbotto nella cui cucitura interna è stata rinvenuta la pagella scolastica scritta in arabo e in francese sono solo frammenti di un quadro molto più complesso, dalle dimensioni difficilmente quantificabili. Una terribile tragedia del nostro tempo, da affrontare con coraggio, come fanno medici, biologi e professionisti del Labanof (il laboratorio di antropologia e odontologia forense dell'università di Milano diretto dall'autrice e a cui sono devoluti i diritti d’autore del libro) e come dovremmo fare tutti.