I filosofi di Hitler

Copertina del libro - Matepristem

Y. Sherrat

I filosofi di Hitler

Bollati Boringhieri, Torino, 2014

pp. 312; euro 24,00

 

In questo libro Yvonne Sherratt, docente a Oxford, esplora il mondo filosofico alla base dell'ideologia del Führer. Nel 1933 con l'ascesa al potere di Hitler, l'ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva nelle Università e nei Centri di ricerca di tutta la Germania. Alcune figure di spicco della cultura tedesca come Theodor Adorno, Max Horkheimer, Walter Benjamin, Ernst Cassirer, Hannah Arendt, Karl Lowith, Theodor Lessing, Karl Jaspers furono ridotti al silenzio o costretti all'esilio, mentre altri eminenti filosofi, tra i quali citiamo Martin Heidegger, Carl Schmitt, Alfred Rosenberg, Wilhelm Grau e Max Boehm, contribuirono a dare al nazismo una facciata di rispettabilità e un fondamento teorico che gli fu necessario per portare avanti il proprio programma politico e criminale.

Nel volume, frutto di anni di ricerche, si analizza tutta la filosofia tedesca evidenziando quella vena d'antisemitismo che la percorre non solo in Hegel o Fichte, ma anche in Marx e la sua Questione ebraica e persino in Kant, vittima di pregiudizi antiebraici. L'autrice si sofferma poi sul ruolo dei principali pensatori nazisti, fra questi Martin Heidegger, che tracciò la moderna filosofia esistenzialista spronando gli uomini, o almeno gli ariani, a emanciparsi da ciò che chiamava "inautenticità", ovvero la tecnica, l'americanizzazione e "l'oblio" dell'essere.

Grazie al lavoro della Sherratt, questa opera ricostruisce il complesso rapporto tra i filosofi del Reich e il nazismo, descrivendo il loro profilo etico e intellettuale, scandagliando le loro vicende umane fin negli aspetti più torbidi e meno noti, rivelandoci come grandi intelligenze possano cedere alla degradazione morale.