Raffaello e la matematica

Copertina del libro - Matepristem

E. Gamba

Raffaello e la matematica

Centro Internazionale di Studi “Urbino e la prospettiva”, Urbino, 2009

pp. 65; s.i.p.

 

Il Raffaello di cui parla il titolo è proprio il famoso Raffaello Sanzio universalmente conosciuto - scrive l'autore, storico della Matematica e autore di numerosi studi in particolare sull'ambiente scientifico e tecnico del ducato di Urbino - "come sommo pittore, meno noto come architetto, ancor meno come scenografo, quasi sconosciuto come topografo e in generale come matematico".

Continua Gamba: "Secondo un'opinione abbastanza diffusa gli interessi scientifici dei grandi pittori rinascimentali sarebbero una prerogativa del solo Leodardo da Vinci". In realtà le cose non stano proprio così. L'autore cita (oltre naturalmente a Leonardo) Piero della Francesca, Paolo Uccello e quel Francesco di Giorgio Martini che succedette a Luciano Laurano nella fabbrica del Palazzo ducale di Urbino e venne poi incaricato dal duca Federico di progettare e costruire un sistema di rocche per la difesa della città.

Da Urbino nel '500 escono famosi architetti militari ma anche una scuola matematica di primissimo piano (e una rinomata officina di strumenti scientifici). Tutto questo ha portato ad affermare che, nel Rinascimento, Urbino è stato il centro dell'umanesimo matematico. Sarebbe allora strano se un genio come Raffaello, che ricevette la prima sua formazione proprio in questo clima, non lo avesse recepito.

L'agile volume di Enrico Gamba (che è possibile richiedere presso il Centro Internazionale di Studi "Urbino e la Prospettiva") indaga proprio quest'argomento: le circostanze e i risultati, a volte anche sorprendenti, che mostrano come Raffaello sia stato in realtà affascinato dagli argomenti e dai contenuti tecnico-matematici e abbia acquisito precise competenze anche in questo settore.