Scritti in ricordo di Ruggiero Romano

Copertina del libro - Matepristem

C. Ancona, G. Cisbani, P. Concetti, A. Filippi

 Scritti in ricordo di Ruggiero Romano

 Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche, 2009

 pp. 211 (senza indicazione di prezzo)

 

Ruggiero Romano è stato uno storico italiano, attivo per lungo tempo in Francia alla École des hautes études di Parigi, direttore per anni della prestigiosa rivista della scuola, Les Annales.

Nato nel 1923 a Fermo, nelle Marche, con Fermo e con l’Italia ha sempre tenuto un rapporto improntato ad un doppio binario: affettuoso e caloroso da una parte, come si è con i luoghi e le persone della giovinezza, ma anche sospettoso ed a volte insofferente come chi, costretto a “cercare fortuna all’estero” e dotato di grande cultura, di esperienza umana ed intellettuale, coglie anche il minimo aspetto di provincialismo e di intolleranza. E lui non era certo un provinciale, invitato in tutti i Paesi del mondo, grande conoscitore dell’America del Sud, adulato dai maggiori editori per la sue capacità di organizzazione culturale. Quanto all’intolleranza… beh, meglio lasciar perdere. In conclusione del libro, un breve saggio di uno dei suoi più cari e stretti amici, Clemente Ancona, lo raffigura come un “tipo terribile”, intollerante con chi ha “pensieri precotti da trangugiare subito e digerire rapidamente” (parole sue) ma comprensivo, generoso e leale con gli amici e le persone originali.

La sua biografia, i suoi successi come storico e gli straordinari risultati in campo editoriale – basti ricordare la Storia d’Italia e la Enciclopedia Einaudi – si possono leggere nella biografia, riprodotta in questo volume, che Alberto Filippi gli ha dedicato in occasione della laurea honoris causa in Scienze politiche conferitagli dall’Università di Camerino. Qui si ha un omaggio di alcuni intellettuali della sua città natale che colgono l’occasione per riproporre integralmente un testo ormai esaurito, insieme all’interessante carteggio intercorso prima della pubblicazione fra Romano stesso e l’autore, Gianni Cisbani, docente fermano di Filosofia.

Il testo in questione è un Dizionario filosofico leggero stampato nel 1999 dall’editore peQuod di Ancona. Ancora manoscritto, incontra la curiosità ed il gusto di Romano che lo trova “ben scritto, intelligente e allegro” ed accetta subito di scriverne una prefazione, anch’essa “leggera”, nello stile del testo, non priva di ironia e di acutezza. Da parte di un profondo conoscitore del mondo dell’editoria, si tratta di un grande riconoscimento.

Vale la pena di riprodurre una delle tante (brevi) voci nella quale si articola il dizionario, per capire la “leggerezza” di stile:

Lampe. Quando morì Lampe, il domestico-amico di Kant, iniziò per il filosofo un periodo di depressione. Per scuotersi da questa situazione, Kant ebbe la strana idea di mettere in evidenza sul suo scrittoio un foglio su cui aveva scritto: ‘Dimentica Lampe!’. Scrivere un promemoria per ricordarsi di dimenticare non è il massimo della razionalità, soprattutto per uno studioso della ragion pura, eppure il ‘Dimentica Lampe!’ è coerente con l’astratto e severo ‘Tu devi!’ che è il cuore della morale kantiana”.

Nel volume è inoltre riprodotto un testo che il primo coordinatore dell’associazione “Amici di Ruggiero Romano”, lo scomparso Paolo Concetti (anche ex presidente dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche), aveva scritto come commento di uno degli ultimi libri di Ruggiero Romano e omaggio all’autore.

Un’opera composita ma non priva di unità, che lega una figura culturalmente di grande rilievo alla propria città, che forse gli aveva dato solo i natali ma non si è certo dimenticata di lui.