Storia di una morte opportuna

Copertina del libro - Matepristem

Gianna Milano, Mario Riccio

Storia di una morte opportuna

Sironi, Milano, 2008

pp. 286; euro 18,00

 

Il libro - almeno la sua prima parte - è il diario tenuto da Mario Riccio, il medico anestesista cremonese che ha seguito Piergiorgio Welby nelle sue ultime settimane. Arriviamo così al dicembre 2006. Mario Riccio si assume la responsabilità di fare come Welby ripetutamente chiedeva da tempo: dopo averlo sedato, lo distacca dal respiratore artificiale che lo tiene in vita.

Il libro - almeno la sua prima parte - è un diario, una cronaca. Evita riflessioni filosofiche e "si limita" ad esporre dei fatti. Evita toni particolarmente enfatici per raccontare sobriamente un'esperienza drammatica, quale quella vissuta dal medico cremonese (che, tra l'altro, sarà uno dei relatori al prossimo convegno annuale degli "Amici del PRISTEM").

Qualunque siano le idee del lettore sul caso Welby (e su quello ancora più drammatico - se così si può dire - di Eluana Englaro, che sta toccando il suo apice proprio in questi giorni), è un libro che coinvolge profondamente. Parla della vita e della morte. Affronta il problema di quale esistenza vada difesa: "la vita in quanto vita, cioè quella biologica, oppure la vita in cui c'è la consapevolezza di sé". Non lo si legge come si legge un libro qualsiasi.

Nella seconda parte del libro (che è aperto da una prefazione di Stefano Rodotà), Gianna Milano, giornalista scientifica al settimanale "Panorama" e coautrice del volume, dialogando con l'esperienza umana e professionale raccontata da Mario Riccio, realizza un ricchissimo commentario. E' il contrappunto che restituisce lo sfondo degli eventi in un percorso parallelo: il dibattito politico, bioetico e culturale; i documenti giudiziari che hanno contribuito a una maggiore chiareza su accanimento terapeutico, consenso o rifiuto delle terapie, testamento biologico, eutanasia.